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'Giovani iperconnessi, in 100mila dipendono dai social'

Tempo di lettura: 2 minuti

Ultimo aggiornamento 14 Marzo, 2024, 18:52:22 di Maurizio Barra



Non esistono solo le dipendenze da
alcol o da sostanze stupefacenti. Anche lo smartphone può essere
una droga, con i giovani che passano sempre più tempo
‘iperconnessi’. In Italia, secondo una stima elaborata da uno
studio realizzato dall’Istituto Superiore di Sanità in
collaborazione con Fondazione Novella Fronda e presentato oggi
durante un convegno a Milano, circa 100mila ragazzi vivono con
una ‘social media addiction’, cioè con il bisogno compulsivo e
irrefrenabile di accedere ai propri social network.


   
Circa 480mila giovani passano troppe ore a giocare ai
videogame su internet e in 66mila hanno una tendenza al ritiro
sociale, con giorni o anche mesi di isolamento nelle proprie
camere da letto caratterizzati da un uso compulsivo del web.


   
“Dopo l’avvento di Internet, si è andati incontro ad un’altra
forma di dipendenza, non meno grave. In maniera analoga a quanto
avviene per la compulsione nel gioco d’azzardo, per fare un
esempio, lo stesso può accadere ‘compulsando’ continuamente i
social network – commenta Luigi Gallimberti, medico psichiatra e
tossicologo e fondatore della Fondazione Novella Fronda -. Ed è
proprio su queste dipendenze comportamentali, oggi purtroppo
sottovalutate, sui cui dobbiamo intervenire con urgenza”.


   
La Fondazione, inoltre, sta per presentare una petizione ai
ministeri dell’Istruzione, della Cultura, dell’Università e
degli Interni e alle Camere affinché vengano adottate misure per
regolamentare l’uso dei dispositivi elettronici a scuola e, in
particolare, nelle classi dei ragazzi di età compresa tra i 6 e
i 17 anni.


   
A dimostrare gli effetti negativi di un uso eccessivo del
cellulare ci pensa anche la scienza. Recenti studi, sottolinea
Galimberti, hanno evidenziato come lo spessore della corteccia
prefrontale sia tanto più sottile quante più sono le ore che un
cervello trascorre davanti a uno schermo. Un assottigliamento
che risulta direttamente proporzionale all’incapacità di
controllare molti impulsi, primo fra tutti l’aggressività.


   



   

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