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Uccise un uomo al Muro di Berlino, processo dopo 50 anni

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Ultimo aggiornamento 14 Marzo, 2024, 19:26:21 di Maurizio Barra

(ANSA-AFP) – BERLINO, 14 MAR – Con l’accusa di aver ucciso un
cittadino polacco che cercava di fuggire attraverso il Muro di
Berlino sparandogli alle spalle, un ex ufficiale della Stasi (la
polizia segreta della Germania Est) si è seduto sul banco degli
imputati di un tribunale della capitale tedesca a 50 anni dai
fatti.

   
Martin Naumann, 80 anni, ha negato qualsiasi responsabilità.

   
Il ritardo nell’avvio del processo rivela le difficoltà
incontrate dalla Germania nel rendere giustizia alle vittime del
governo comunista. Almeno 140 persone sono state uccise nel
tentativo di attraversare il Muro tra il 1961 e il 1989, e molte
altre centinaia hanno cercato di uscire dalla Germania est con
altri mezzi. Czeslaw Kukuczka fu ucciso mentre attraversava il
posto di controllo alla stazione ferroviaria di
Friedrichstrasse, uno dei punti di passaggio più noti della
Berlino divisa in due. Secondo i pubblici ministeri, lo stesso
giorno Kukuczka si era recato all’ambasciata polacca a Berlino
est per chiedere un passaggio verso ovest minacciando di far
esplodere un ordigno se non fosse stato accontentato. Secondo la
ricerca di due storici, il personale dell’ambasciata polacca
avvertì la polizia segreta della Germania Est. I funzionari
della Stasi fecero credere a Kukuczka che gli sarebbe stato
concesso il passaggio verso l’Occidente, consegnandogli un visto
e portandolo al valico di Friedrichstrasse. Ma invece di
lasciarlo partire, gli ufficiali avevano l’ordine di rendere
Kukuczka “innocuo”, usando un eufemismo comune nei documenti
della Stasi per l’eliminazione degli oppositori politici.

   
Kukuczka aveva attraversò due dei tre punti di controllo al
confine e “pensava di aver raggiunto il suo obiettivo” quando
gli spararono, secondo i pubblici ministeri. Naumann, nascosto
dietro uno “schermo”, colpì Kukuczka alla schiena da una
distanza di due metri. (ANSA-AFP).

   


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