Aggiornamenti, Notizie, Ultim'ora

'Aiutiamoli a vivere', in arrivo mille bambini ucraini

Tempo di lettura: 2 minuti

Ultimo aggiornamento 15 Marzo, 2024, 20:50:43 di Maurizio Barra

“In 30 anni abbiamo portato in Italia
600 mila bambini di Chernobyl ed ora ci prepariamo ad
accogliere, presso le nostre strutture, mille bambini ucraini
che resteranno qui per circa sei mesi”: a illustrare all’ANSA
ciò che ha fatto e che continua a fare la “Fondazione Aiutiamoli
a vivere” di Terni, è il presidente Fabrizio Pacifici. Un
passato da assessore comunale e prima ancora da esponente di
primo piano del Partito comunista italiano, Pacifici dal 1991 –
anno di costituzione della Fondazione, che mise in piedi assieme
a padre Vincenzo Bella – ha deciso di spendere la sua vita per i
più piccoli, “perché – dice – soltanto i bambini ci salveranno”.

   
La folgorazione negli anni successivi allo scoppio della
centrale nucleare, quando visitò un ospedale del posto e toccò
con mano la tragica realtà. Chiese aiuto al suo mondo politico,
ma ricevette solo porte in faccia e così, malgrado il suo essere
– all’epoca – completamente ateo, si rivolse al frate
dell’Ordine dei minori conventuali e fu così che iniziò la
storia di “Aiutiamoli a vivere”, divenuta Ong nel 2010. “Oggi
sono un fervido credente e credo nei miracoli”, sottolinea
Pacifici, tanto da guadagnarsi l’appellativo di “il compagno” di
Dio. “La Fondazione – spiega – conta 250 sedi in tutta Italia e
uffici di rappresentanza in Bielorussia, Ucraina, Congo e
Giappone. Possiamo contare sul supporto di diecimila famiglie,
sempre pronte a mettersi a disposizione per i bimbi e per le
varie iniziative di solidarietà”. L’ultima, pochi giorni fa,
quando lo stesso Pacifici, insieme ad altri volontari, ha
raggiunto Kiev: “Abbiamo portato aiuti alimentari e altre merci
a militari e bambini – racconta – ma è stato un viaggio
importante perché abbiamo stretto l’accordo per far arrivare i
piccoli in Italia, così da rigenerarli anche sotto il profilo
psicologico, e abbiamo gettato le basi per recuperare un
ospedale in Ucraina e portare lì due apparecchiature che
chiamiamo ‘cubo’ che serviranno per la telemedicina e saranno
collegate al Sant’Orsola di Bologna”. Ma la Fondazione non si
occupa solo dei bimbi ucraini, “stiamo mettendo in piedi –
sottolinea Pacifici – un progetto importante a Betlemme dove,
assieme a Stefano Cimicchi – ex sindaco di Orvieto, ndr. –
interverremo, grazie al contributo del governo giapponese, per
la realizzazione di un reparto pediatrico per i bambini
palestinesi e installeremo anche lì il ‘cubo’ per la
telemedicina”.

   

source

La Tua opinione è importante! Vota questo articolo, grazie!
No votes yet.
Please wait...

Vuoi scrivere, commentare ed interagire? Sei nel posto giusto!

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.