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Cuccioli venduti sfruttando vip inconsapevoli, sei arresti

Tempo di lettura: 2 minuti

Ultimo aggiornamento 15 Marzo, 2024, 21:10:29 di Maurizio Barra

Cuccioli spacciati come di razza,
promossi tramite vip inconsapevoli, come Federica Pellegrini,
Francesco Totti, e venduti in Italia a prezzi da pedigree,
superando anche i tremila euro ciascuno. Si trattava però di
esemplari importati in maniera illecita, dalle sembianze simili
a quelle del bulldog francese ma in realtà privi di alcun valore
commerciale.

   
Il business è andato avanti per anni, fino al sequestro del
sito ‘I cuccioli di Carlotta’, e un’indagine, inizialmente, sui
due principali rappresentanti dell’attività, un 39enne romano e
la convivente coetanea slovacca. Ora, su richiesta del sostituto
procuratore di Ravenna Marilù Gattelli, il giudice per le
indagini preliminari Andrea Galanti ha emesso un ordine di
cattura nei confronti sei persone, accusate di associazione per
delinquere a carattere transnazionale finalizzata al traffico
illecito dei piccoli quadrupedi, oltre alla frode in commercio.

   
Oltre ai due iniziali indagati, la Procura ravennate ha infatti
individuato come parte dell’organizzazione criminale altre tre
persone di origine partenopea e un ulteriore italiano residente
all’estero.

   
L’inchiesta condotta dal raggruppamento Carabinieri Cites –
Soarda, nucleo carabinieri forestali e squadra mobile della
Polizia di Ravenna, prese il via verso la fine del 2018, quando
a Cervia andò a segno la prima di una lunga serie di vendite
contestate nelle circa 400 pagine di ordinanza. L’associazione
promuoveva la cosiddetta “variante esotica”, razza inesistente e
caratterizzata da manto grigio, blu, lillà, colorazioni che non
sono contemplate dagli standard di razza fissati dalla
Federazione Cinologica Internazionale.
Li avrebbero importati illegalmente da un allevamento in
Slovacchia, e sempre nel Paese dell’Est Europa, in località
Nitra, avevano registrato la sede legale della società ‘I
cuccioli di Carlotta s.r.o.’. Qui però gli uffici erano deserti,
in un edificio risultato dismesso. La promozione, invece,
procedeva a gonfie vele. Sito internet, social network, e
personalità del mondo dello sport e dello spettacolo che, ignari
delle modalità di importazione e vendita illegali prestavano il
proprio volto.

   

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