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Milano-Sanremo: Ganna sfida Pogačar e Van der Poel

Tempo di lettura: 2 minuti

Ultimo aggiornamento 15 Marzo, 2024, 23:25:54 di Maurizio Barra

Partenza da Pavia e arrivo a Sanremo, la città dei fiori. Un percorso di 288 chilometri con i tradizionali Turchino, Mele, Cervo, Berta, Cipressa e Poggio da affrontare fino al traguardo, davanti al quale contano di arrivare i migliori: dal campione del mondo Mathieu van der Poel, vincitore nel 2023, all’uomo da battere Tadej Pogacar. Pochi dubbi che saranno i due specialisti delle classiche a giocarsi il successo in quel di Sanremo, ma anche gli azzurri sperano di mettersi in mostra, a partire da Filippo Ganna, secondo l’anno scorso, al velocista Jonathan Milan e Alberto Bettiol, che mercoledì scorso ha vinto alla grande la Milano-Torino, sperando di riportare la Sanremo in Italia. L’ultimo a vincerla fu Vincenzo Nibali nel 2018.

La Milano-Sanremo 2024 quest’anno ha un inizio inedito: si parte da Pavia e dopo aver percorso circa 44 km di strade pianeggianti a cavallo del Ticino rientra nel percorso classico a Casteggio. Da lì si ripercorre ancora una volta la strada che per più di 110 anni ha collegato Milano con la riviera di Ponente toccando Ovada, il Passo del Turchino per scendere su Genova a Voltri. A 9 km dall’arrivo inizia la salita del Poggio di Sanremo (3.7 km a meno del 4% di media con punte dell’8% nel tratto che precede lo scollinamento). 

Per Tadej Pogačar, due volte vincitore del Tour, specialista delle classiche monumento, dopo la strepitosa vittoria alla “Strade Bianche” (con fuga di 81 chilometri), potrebbe essere la volta buona, laddove finora ha colto al massimo un quarto posto: “L’arrivo non è lontano da dove vivo a Monaco. Conosco bene le ultime salite e la parte finale ma, come ho visto in passato, è una delle gare più difficili da vincere con diversi  diversi scenari possibili”. 

Dall’altra parte Mathieu van der Poel, che l’anno scorso con un contrattacco improvviso beffò lo sloveno, Ganna e Wout Van Aert: “Mi aspetto una gara simile. Non è una corsa molto tattica, di solito è tutta una questione di Poggio dove sono le gambe a parlare”, commenta il campione del mondo.

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