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Video hard, la Procura Figc apre un'indagine

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Ultimo aggiornamento 15 Marzo, 2024, 16:58:47 di Maurizio Barra

La Procura della Federcalcio – apprende l’ANSA – ha aperto un’indagine sulla vicenda relativa al licenziamento di una dipendente della Roma, dopo che un calciatore della Primavera le aveva sottratto un video intimo e lo aveva diffuso tra i compagni. Sono già in corso gli interrogatori e le acquisizioni degli atti.

L’obiettivo della Procura Figc è di verificare responsabilità di tesserati relative alla diffusione di video privati della dipendente.

 

La Roma: ‘licenziati donna e uomo, nessuna discriminazione’

La Roma si difende e contrattacca sul caso del licenziamento per un video hard rubato da un giovane giocatore e diffuso tra i compagni. Il club parla di “inesistente discriminazione sessuale e disparità di trattamento”. Il licenziamento, sottolinea una nota, ha riguardato i due dipendenti, donna e uomo, “che hanno registrato il video” ed “è avvenuto lo stesso giorno e alla stessa ora”.

Per il club era dunque oggettiva “l’impossibilità di proseguire il rapporto lavorativo”, anche considerando che i due dipendenti avevano un “coordinamento diretto con i minorenni”. Nessun accenno, nel comunicato, al furto e alla diffusione del video.

“Con riferimento a quanto apparso nelle giornate di ieri e di oggi su alcuni organi di stampa in relazione ad una vicenda, in realtà risalente nel tempo, che ha riguardato due dipendenti (un uomo e una donna) e un tesserato del club – sostiene il club giallorosso – l’AS Roma, ravvisato il tono diffamatorio della campagna scaturita, ritiene che sia in atto un chiaro tentativo di attaccare e destabilizzare la società e il suo gruppo in un momento cruciale della stagione sportiva”.

La Roma, “nel ribadire la correttezza del proprio operato, intende evidenziare alcuni fatti rilevanti di cui è venuta a conoscenza nel novembre 2023, che hanno determinato la decisione aziendale assunta”. Il licenziamento “è la conseguenza di una circostanza che, oltre ad essere contraria al codice etico della Società, e ad aver riguardato indistintamente entrambe le persone che hanno registrato il video, ha oggettivamente determinato l’impossibilità di proseguire il rapporto lavorativo con il club, anche alla luce delle mansioni svolte da entrambi che richiedevano un coordinamento diretto con i minorenni”.

Per la Roma, i “fatti sono stati strumentalizzati ad arte per presumere un’inesistente discriminazione sessuale e disparità di trattamento, quando il provvedimento della società ha riguardato contestualmente (lo stesso giorno e alla stessa ora) anche il ragazzo coinvolto nei fatti. È peraltro purtroppo vero – si aggiunge – che nel video emergeva la sussistenza di una trattativa privata riguardante corsie preferenziali lavorative”.

“L’AS Roma – e’ la conclusione – comunica che intende fermamente tutelarsi a difesa dei propri interessi, in tutte le sedi competenti, al fine di proteggersi da attacchi gravi e spregiudicati, ristabilendo la verità oggettiva dei fatti”.

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