Aggiornamenti, Cronaca, Notizie, Piemonte, tutte le regioni italiane: ultimissime notizie in tempo reale sempre aggiornate, Ultim'ora, VIDEO NOTIZIE

L'Inflazione cala, ma le famiglie stringono la cinghia

Tempo di lettura: 4 minuti

Ultimo aggiornamento 16 Marzo, 2024, 14:23:11 di Maurizio Barra

Secondo le periodiche rilevazioni dell’Istat  l’ inflazione continua a scendere, ma, soprattutto nel comparto alimentare, le famiglie comprano di meno e auspicabilmente sprecano di meno. I prezzi calano ma scendono pure le vendite al dettaglio, soprattutto in volumi. A febbraio il carovita è rimasto costante allo 0,8% annuale ed è salito solamente di un +0,1% mensile. “La stabilizzazione del ritmo di crescita dei prezzi al consumo si deve principalmente al venir meno delle tensioni sui prezzi dei Beni alimentari  i cui effetti compensano l’indebolimento delle spinte deflazionistiche provenienti dal settore dei Beni energetici”, commenta l’Istat. In particolare, si attenua la flessione su base annuale “dei prezzi dei Beni energetici, che a febbraio si attesta al -17,3% (dal -20,5% di gennaio). Si riduce a +3,4% il tasso di crescita in ragione d’anno dei prezzi del ‘carrello della spesa’ (da +5,1% di gennaio), mentre l’inflazione di fondo si attesta al +2,3% (da +2,7% del mese precedente)”, sottolinea ancora l’istituto di statistica.

E’ chiaro che le famiglie dei ceti medio-bassi che spendono una forte percentuale del loro reddito per l’acquisto di generi alimentari , per forza di cose hanno diminuito gli acquisti anche in presenza di una minore virulenza degli aumenti di prezzo. Facendo un passo indietro, a gennaio 2024, emerge invece per le vendite al dettaglio un calo congiunturale dello 0,1% in valore e dello 0,3% in volume. Le vendite dei beni alimentari sono stazionarie in valore e registrano una diminuzione dello 0,4% in volume, mentre quelle dei beni non alimentari subiscono una lieve flessione sia in valore (-0,1%) sia in volume (-0,2%). Anno su anno i consumi sono aumentati dell’1% in valore e hanno registrato un calo in volume del 2,1%. Le vendite dei beni alimentari sono cresciute in valore (+2,4%) e diminuite in volume (-2,8%), il combinato disposto tra i maggiori prezzi e minore merce portata a casa è quanto si è “mangiato” l’inflazione, che si conferma come la “tassa” più iniqua per le famiglie a reddito fisso. Secondo l’Istat “si continua a rilevare la dinamica già riscontrata nel corso del 2023: alla crescita delle vendite in valore si accompagna un calo dei volumi”. In pratica, “al netto dell’andamento dei prezzi al dettaglio”, su base tendenziale si assiste “ad un taglio di spesa pari a 662 euro annui a famiglia, di cui -162 euro solo per il cibo – sottolinea Carlo Rienzi, presidente del Codacons – Il caroprezzi che ha imperversato negli ultimi due anni continua a far sentire i suoi effetti sulla spesa degli italiani, portando ad una contrazione dei consumi e ad una modifica nelle abitudini di acquisto dei cittadini, che puntano sempre più al risparmio come attestano i dati in crescita per le vendite nei discount alimentari, +4% su anno”. “Nonostante il rallentamento degli ultimi mesi dello scorso anno, l’inflazione continua a pesare sui portafogli delle famiglie, che spendono di più per acquistare di meno.

Una dinamica evidente anche nelle vendite del commercio al dettaglio, che a gennaio segnano un calo tendenziale del -2.1 in volume”, evidenzia Confesercenti. “Dopo un 2023 che aveva chiuso con una caduta verticale delle vendite in volume soprattutto per i piccoli negozi, questo inizio d’anno non si presenta sotto i migliori auspici”, sottolinea l’associazione di categoria. “Il quadro delle vendite, infatti, desta preoccupazione perché riflette una situazione ancora di forte criticità per la ripartenza dei consumi reali delle famiglie. È fondamentale che il Governo intervenga ulteriormente con forza per ridare ossigeno ai consumi, spingendo sull’acceleratore nel solco già tracciato dalla riforma fiscale: alleggerire la pressione delle imposte, in particolare sul lavoro, ed intervenire sulla detassazione degli aumenti contrattuali”.

“Il ritorno dell’inflazione su valori molto contenuti non sembra – conclude l’Ufficio Studi di Confcommercio – ancora aver prodotto un significativo impatto sulle decisioni d’acquisto delle famiglie che stanno, presumibilmente, ricostituendo le proprie riserve finanziarie per affrontare eventuali spese impreviste. Il test sulla fiducia delle famiglie di marzo sarà decisivo: un’eventuale riduzione, dopo quattro mesi di crescita, potrebbe condurre a una lettura negativa, e non più interlocutoria, dei dati congiunturali”. I segnali che si colgono ci inducono all’ottimismo, anche perché questo è il propellente per una ripresa dei consumi e quindi del lavoro per imprese e lavoratori.

 

<

script id=”script-unique_314217″>

function activateFacebookComment_unique_314217(d, s, id) {

var fjs = d.getElementById('script-unique_314217');
if (!fjs) {
  console.log('insert facebook comment unique_314217: script not found');       
}
var connectElement = d.getElementById(id);
if (connectElement) {
  return;
}

var jsString = '<script id="' + id + '" src="https://connect.facebook.net/it_IT/sdk.js#xfbml=1&version=v2.3" async defer crossorigin="anonymous">' + '</s' + 'cript>';
var range = document.createRange();
range.setStart(document.head, 0);
d.head.appendChild(
  range.createContextualFragment(jsString)
);

};

function generateFacebookComment_unique_314217() {
if(hasAcceptedCookie(‘facebook’)){
activateFacebookComment_unique_314217(document, ‘script’, ‘facebook-jssdk’);

var page_link=’https://torinocronaca.it/news/cronaca/314217/l-inflazione-cala-ma-le-famiglie-stringono-la-cinghia.html&#8217;;

page_link += "#";
var fb_div_str = '<div id="fb-div-unique_314217" class="fb-comments" data-href="'+page_link+'" data-num-posts="2" data-width="630" data-version="v2.3"></div>';

var fbDiv1 = document.getElementById('fb-div-unique_314217');
if (!fbDiv1) { // add only once
  var sDiv1 = document.getElementById('unique_314217');
  if (sDiv1) {
    sDiv1.insertAdjacentHTML('afterend', fb_div_str);
  } else {
    console.log('insert facebook comment: div not found');
  }
} else {
  // console.log('insert facebook comment unique_314217: fb-div already exists');      
}

}
};
generateFacebookComment_unique_314217();

source

La Tua opinione è importante! Vota questo articolo, grazie!
No votes yet.
Please wait...

Vuoi scrivere, commentare ed interagire? Sei nel posto giusto!

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.