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Veglia di Quaresima dei giovani con il vescovo Maffeis

Tempo di lettura: 2 minuti

Ultimo aggiornamento 17 Marzo, 2024, 04:02:32 di Maurizio Barra

Anche quest’anno molti giovani si
sono ritrovati nella cattedrale di San Lorenzo di Perugia,
insieme al loro vescovo Ivan Maffeis, la sera del 15 marzo, per
la Veglia di preghiera di Quaresima promossa dalle Pastorali
diocesane giovanile, universitaria e vocazionale.

   
“‘Se non vedo nelle sue mani il segno dei chiodi e non metto
il mio dito nel segno dei chiodi e non metto la mia mano nel suo
fianco, io non credo’:l’incredulità di Tommaso non sorprende –
ha esordito Maffeis, secondo quanto pubblicato oggi nel sito
diocesano -. La sua incredulità in un certo modo ci appartiene:
davanti a quanto accade in noi e attorno a noi – la morte
improvvisa di un diciasettenne per incidente o il coetaneo che
dismette la vita come fosse un abito logoro o la violenza che la
vita la calpesta – quanto accade spinge a volte nella nebbia del
disorientamento. Sì, non è l’incredulità a sorprendere, anche se
siamo qui per aiutarci a passare dal dubbio alla fede, dallo
smarrimento alla professione più alta, quella che fa dire a
Tommaso: ‘Mio Signore e mio Dio'”.

   
“A sorprendere sono, invece, le piaghe di Gesù – ha
sottolineato l’arcivescovo -, queste piaghe che restano anche
nel corpo celeste. Sono i segni della passione, della sofferenza
passata; sono i segni di una vita donata senza riserve; segni
che diventano eterni. E non avviene qualcosa del genere anche
nella nostra vita? Non è forse questo il filo che lega anche le
nostre giornate? Il Vangelo ci aiuta a capire che ogni volta che
sappiamo porre gesti di fedeltà e di sacrificio, di dedizione e
di senso del dovere, di amicizia e di responsabilità; ogni volta
che prendiamo una decisione buona, onesta, anche se
probabilmente non ne avremo riconoscenza da alcuno; ogni volta
che facciamo la nostra parte, noi ci avviciniamo a qualcosa di
eterno, facciamo del nostro vivere un luogo di eternità”.

   
“Quando siamo disposti a metterci in gioco – ha concluso
mons. Maffeis – sperimentiamo di sentirci responsabili di quello
che accade e, nel contempo, di camminare con passo più leggero:
diventiamo consapevoli che stiamo contribuendo a una vita più
aperta e libera, più coraggiosa e gioiosa. Per tutti. È
l’augurio sincero e cordiale che rivolgo a ciascuno di voi e
alle vostre famiglie».

   
Al termine della Veglia, don Luca Delunghi, direttore della
Pastorale giovanile, insieme ad altri sacerdoti, seminaristi e
giovani impegnati a vario titolo, ha presentato una serie di
iniziative estive e non solo, rivolte a giovani e studenti
universitari “per vivere un tempo forte di annuncio bello della
vita cristiana”, che vengono elencate all’interno del sito.

   

   

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