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EconPol, "serve più cooperazione energetica in Europa"

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Ultimo aggiornamento 18 Marzo, 2024, 18:00:12 di Maurizio Barra

BRUXELLES – Ricercatori economici di vari Paesi hanno invitato l’Ue a considerare la crisi energetica seguita all’attacco russo all’Ucraina come un campanello d’allarme e a lottare per una migliore cooperazione in Europa. “Il passaggio a fonti energetiche non fossili non solo può ridurre la dipendenza strategica: se fatto correttamente, può anche abbassare i prezzi dell’elettricità e aiutare l’Ue e i suoi Stati membri a raggiungere i loro obiettivi climatici. Una maggiore integrazione dei mercati europei dell’elettricità e delle reti del gas è essenziale per bilanciare meglio le carenze regionali”, affermano in un documento per la rete di ricerca EconPol Europe con Ifo.

Le misure che distorcono la concorrenza, come gli interventi statali sui prezzi, dovrebbero essere evitate, viene segnalato, perché frenano gli sforzi a realizzare risparmi e riduce gli incentivi a investire. Gli interventi a breve termine potrebbero rendere più difficile la ristrutturazione del sistema energetico a lungo termine. Se comunque venissero attuate, bisognerebbe trovare un equilibrio tra le misure di sostegno alle famiglie e quelle alle imprese.

L’Europa dovrebbe anche evitare dipendenze strategiche, ad esempio dalle materie prime o dall’idrogeno. Ciò richiede una maggiore flessibilità intra-europea, una diversificazione dell’offerta globale e un’adeguata rete di gasdotti per l’idrogeno e il gas. Anche le reti del gas dovrebbero essere chiuse o riconvertite per l’idrogeno. Ignorare questa sfida ora probabilmente aumenterà i costi a lungo termine.

Secondo il documento i governi devono creare un margine finanziario per poter fornire sostegno in tempi di crisi e promuovere la transizione verso un’economia a basse emissioni di carbonio. Il documento, realizzato da diversi economisti dell’istituto Ifo, dell’Università di Bochum, del Bruegel, del Cambridge Energy Policy Research Group, Università Comillas e dell’Università di Parigi Dauphine-PSL, auspica infine la creazione in Europa di un ufficio strategico, sulla falsariga di Singapore e, su quanto fatto per questioni sanitarie, di Taiwan.

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