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Italia e 13 Stati membri, "la Bei finanzi gli investimenti per la difesa"

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Ultimo aggiornamento 18 Marzo, 2024, 16:52:13 di Maurizio Barra

BRUXELLES – In una lettera al presidente del Consiglio europeo Charles Michel, alla presidenza belga dell’Ue e alla Bei, Italia, Finlandia, Bulgaria, Repubblica Ceca, Danimarca, Estonia, Francia, Germania, Lettonia, Lituania, Paesi Bassi, Polonia, Romania e Svezia “condividono l’opinione che il finanziamento della Banca europea per gli investimenti per la per la sicurezza e la difesa in linea con le nuove priorità dell’Ue.” “Dobbiamo esplorare diverse possibilità che permettano alla Bei di investire in attività legate alla difesa al di là degli attuali progetti a duplice uso“, si legge nella missiva.

“Sottolineiamo l’importanza di discutere la questione in un modo che tenga conto dell’impatto sul profilo di rischio della Bei e che salvaguardi la sua base di finanziamento.Oltre a migliorare le possibilità della Bei stessa, un adeguamento della sua politica potrebbe avere un effetto di segnalazione, che potrebbe aumentare gli investimenti privati in sicurezza e difesa e renderli più accettabili per i mercati finanziari, gli investitori privati e le banche”, si legge nella lettera, firmata dai capi di Stato e di governo di 14 Paesi membri.

Gli ostacoli per il settore privato vanno superati. Per attirare gli investitori privati, è fondamentale rafforzare il business case delle aziende del settore della difesa, il che richiede anche migliorare le nostre procedure di approvvigionamento. Investimenti responsabili vanno di pari passo con la credibilità del settore della difesa. Servono chiarimenti sulla tassonomia dell’Ue e sulla rendicontazione Esg (sulla sostenibilità, ndr) in relazione agli investimenti nel settore della difesa al fine di continuare a rassicurare che non vi siano restrizioni basate sulla legislazione dell’Ue”, si chiede nella lettera.

L’industria della difesa dell’UE è una parte vitale della sicurezza europea. Un’industria della difesa credibile richiede a sua volta investimenti”, concludono i 14 leader europei.

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