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Trekking, la Sardegna da scoprire in punta di piedi

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Ultimo aggiornamento 18 Marzo, 2024, 18:55:30 di Maurizio Barra

Sulla… Luna

È il caso dei “mondi di luna”, luoghi da fiaba sospesi nel tem­po, spesso impegnativi da rag­giungere, ma in grado realmen­te di catapultarti in un’altra di­mensione, tra l’abbagliante can­dore di un paesaggio surreale, antico come le glaciazioni, scol­pito dallo scorrere dei secoli. Per esplorare i paesaggi lunari della Sardegna bisogna essere allena­ti e se ci si vuole spingere nelle zone meno accessibili è consi­gliabile farsi accompagnare da delle guide. Un itinerario espli­cativo in tal senso è quello della Grande Traversata del Mont’Al­bo, 22 km di percorso con un dislivello di 1.230 metri e da di­stribuire su due giorni.

Il paesag­gio di questa montagna è tipica­mente lunare, con le creste prive di alberi ad alto fusto, ma ricche di specie autoctone. Si tratta di posti molto frequentati in epoca preistorica e protostorica, come testimoniato da una trentina di insediamenti nuragici. Da sud­dividere in quattro giorni invece la Grande Traversata del Supramonte, che attraversa le mon­tagne più selvagge della Sarde­gna, ma che si conclude con il meritato riposo nell’incantevole Oliena. Il paesaggio lunare più noto è però senza dubbio quel­lo della Gola su Gorropu, una delle mete per eccellenza dell’e­scursionismo in territorio sardo.

Tra le diverse vie d’accesso al canyon, la più suggestiva, sep­pur impegnativa, è quella che si dipana dal valico di Genna Sila­na alla Gola per circa 5 km e con un dislivello di 840 metri. Prima di intraprendere il percorso, vicino all’imboccatura del sentiero, è possibile visitare l’Oasi fau­nistica di Sa Portiscra, con i suoi caratteristici ovili in pietra e ginepro, e il villaggio nuragico di Or Murales, con le sue incredi­bili capanne ricavate da blocchi di calcare. L’imbocco della Gola, cui si giunge dopo un paio d’o­re di cammino, si trova a pochi metri dall’alveo del Rio Flumineddu, che ne ha modellato la forma con le sue acque, ora in­filtrandosi in gallerie sotterra­nee, ora riemergendo in picco­le sorgenti a valle.

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