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Dossieraggio: il piano per colpire la Juve targata Andrea Agnelli

Tempo di lettura: 2 minuti

Ultimo aggiornamento 19 Marzo, 2024, 19:28:31 di Maurizio Barra

Dall’inchiesta di Perugia sul dossieraggio emergono particolari che fanno pensare ad una strategia per colpire la Juve sotto la presidenza Andrea Agnelli

Dalla maxi-inchiesta di Perugia condotta dal pm Cantone sul dossieraggio abusivo emergono particolari inquietanti rispetto all’esistenza di un vero e proprio piano per colpire la Juve targata Agnelli. Ne parla oggi il Corriere dello Sport. L’obiettivo era di trovare prove di eventuali reati. Almeno in quattro occasioni, la società bianconera è stata nel mirino: caso Suarez, Superlega quindi Agnelli, ritorno di Allegri sulla panchina e cessione di Ronaldo. Secondo gli inquirenti, l’obiettivo era di creare danno alla vecchia dirigenza, con l’intento di farla saltare. In realtà i sospetti ci sono stati già quando è scattata l’inchiesta Prisma che ha causato l’azzeramento del vecchio cda e la penalizzazione per il caso plusvalenze.

Caso Suarez. L’interrogazione del giocatore uruguaiano all’Università di Perugia per ottenere la cittadinanza italiana, definita farsa da alcuni, scatenò una clamorosa fuga di notizie. Nella Procura del capoluogo umbro sospettano che sia una vicenda collegata al dossieraggio. Qualcuno ipotizzò anche l’esistenza di una talpa. L’ex cancelliere Guadagno scaricò dalla banca dati un’informativa della Guardia di Finanza relativa al giocatore, come ha riportato il quotidiano “La Verità”. Era il 2020, due anni e mezzo dopo le accuse al pm della direzione antimafia Laudati e al luogotenente della Finanza Striano di intrusione nei vari sistemi informativi. Lo scopo era di creare il terreno giusto per l’apertura di dossier pre-investigativi su alcuni soggetti. Nelle carte emerge un loro “interesse” nei confronti della Juve che peraltro poi è risultata estranea alla vicenda.

Il 19 aprile 2021, giorno successivo allo strappo della Juve (oltre che di Real e Barcellona) in chiave Superlega, furono setacciati i conti correnti di Andrea Agnelli. Probabilmente qualcuno voleva colpire l’ex presidente bianconero, considerato uno dei capi dei cosiddetti club ribelli allo status quo della Uefa. Il 7 giugno idem con Allegri, a poco più di una settimana dall’annuncio del suo ritorno. Guarda caso cominciarono a diffondersi voci su ipotetici pagamenti all’estero, legati al gioco online. Secondo i magistrati, la stessa mano entrò sui conti di Cristiano Ronaldo che aveva già comunicato alla Juve l’intenzione di lasciare il club. Tra le ipotesi ci sarebbe la volontà di far saltare la cessione, quindi l’incasso derivante dalla stessa. Come riporta il Corriere dello Sport, la coincidenza degli accessi a “tema Juve” nelle banche dati non lascia dubbi: chi voleva colpire sapeva come e quando farlo. Uno spionaggio ad orologeria.

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