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Droga e cellulari in carcere, tariffario per consegne con droni

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Ultimo aggiornamento 19 Marzo, 2024, 18:56:36 di Maurizio Barra

I potenti clan della camorra
napoletana si preoccupavano di far arrivare in carcere
telefonini e droga. I primi servivano per tenere i contatti con
l’esterno, e molto spesso per commettere anche altri reati. Con
la distribuzione della droga i boss accrescevano il loro potere.

   
E i rifornimenti avvenivano con droni gestiti da una sorta di
‘service’ che aveva tariffe precise: mille euro per consegnare
uno smartphone, 250 euro per un telefonino abilitato alle sole
chiamate vocali e 7000 euro per mezzo chilo di droga.

   
Con due distinte indagini (che hanno portato complessivamente
all’esecuzione di 31 misure cautelari) la Procura di Napoli ha
fatto luce sulla ‘distribuzione’ di droga e telefoni in 19
carceri (Frosinone, Napoli – Secondigliano, Cosenza, Siracusa,
Lanciano, Augusta, Catania, Terni, Rovigo, Caltanissetta,
Roma-Rebibbia, Avellino, Trapani, Benevento, Melfi, Asti,
Saluzzo, Viterbo e Sulmona) e sull’utilizzo di telefoni da parte
di alcuni detenuti. Due inchieste che sono state illustrate oggi
dal procuratore di Napoli, Nicola Gratteri, alla presenza degli
uomini della Polizia di Stato, del Nic della Polizia
penitenziaria e del Ros dei Carabinieri.

   

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