Ultimo aggiornamento 19 Marzo, 2024, 20:29:48 di Maurizio Barra
La Juventus non sa più vincere. Fatica terribilmente ad uscire dal tunnel negativo mentre la dirigenza non profferisce parola
In tutta questa situazione spicca il silenzio assordante della società, totalmente muta e priva di reazioni. Nessun esponente dirigenziale di Juventus si è presentato davanti a microfoni e telecamere per tranquillizzare, chiarire e far sentire, pubblicamente, la propria voce e la propria vicinanza ai tifosi che vivono, legittimamente, il momento negativo con grande inquietudine e apprensione. Facile supporre che i rapporti interni tra staff, allenatore, squadra e dirigenza intercorrano quotidianamente o quasi, ma il mondo bianconero legato ai supporter vive questo silenzio in modalità “fortissima preoccupazione”. Insomma, il tifoso della Vecchia Signora auspica che la società batta finalmente un colpo, che faccia sentire il proprio verbo, la propria opinione a riguardo di una situazione perlomeno burrascosa: tutti vorrebbero essere un minimo rassicurati. Invece tutto tace dalle alte cariche. Allegri il vero portavoce, il parafulmine designato, sempre presente nei pre e nei post gara davanti a taccuini e microfoni; poi accade che lo stesso Mister, tesissimo e furente per la performance deludente in campo, perda la calma e sbagli come accaduto nell’ultima occasione televisiva. Non bisogna poi sminuire un fattore che ha fatto storcere il naso a ogni fedelissimo dei colori bianconeri: dopo la sfida contro i liguri, è stato designato Miretti per le interviste. Sia chiaro, nessuno ha nulla da ridire contro la presenza del ragazzo della cantera, ma un leader dello spogliatoio o ancor meglio un dirigente delle alte sfere della società, avrebbe potuto disegnare, contornare e magari tranquillizzare un minimo il tifoso deluso, inquieto e assai impensierito dallo stato attuale delle cose.
Un’occasione persa dal board juventino? Probabilmente si. Per ritrovare l’ultimo intervento deciso della società dopo una partita negativa, bisogna tornare indietro ad un evento nefasto come la clamorosa sconfitta in Champions, subita dalla Juve in Israele, contro il Maccabi Haifa. In quell’occasione, 11 ottobre 2022, il presidente Andrea Agnelli si presentò in diretta tv subito dopo il triplice fischio finale e ci andò giù durissimo, interpretando il sentiment del momento: “Sono molto arrabbiato e provo vergogna, ma non ci sono colpe individuali. È questione di gruppo, se non si vince nemmeno un tackle non può essere colpa dell’allenatore. Faccio fatica a pensare a un cambio in corsa: Allegri è l’allenatore della Juve e rimarrà, le verifiche si faranno a fine anno”. Insomma, il presidente della Juventus ci mise istantaneamente la faccia, analizzando la situazione pesantissima che si respirava in casa bianconera e che tarlava la mente di tutti i tifosi di Madama, sparsi per il mondo. Una reazione immediata, subitanea, dovuta e apprezzata, con un chiaro messaggio urbi et orbi: la società c’è, a maggior ragione nei momenti meno felici.
Oggi invece, dopo due mesi di numeri scarsissimi e risultati davvero deludenti che hanno allontanato la Juve dalla testa della classifica, la voce della società non si è ancora udita, quasi a confortare le tesi di chi parla di uno scollamento dell’ambiente. E’ bene chiarire che le dichiarazioni di un alto dirigente non significano aver rintracciato il rimedio alle avversità succedutesi sul campo, ma spesso possono fungere da conforto per i tifosi e richiamo per tutti i tesserati, in una sorta di un ammonimento a ritrovare compattezza, armonia e sicurezze perdute, oltre all’assunzione di responsabilità più o meno correlate. Vero che per antonomasia la dirigenza Juventus parla poco, pochissimo, in veste ufficiale, ma ci sono momenti in cui la voce della società, oltre ad essere attesa, diventa necessaria, facendosi percepire netta e distinta. Invece, al momento, in dirigenza Juventus il silenzio è calato come piombo e tutto tace.
