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Oprah Winfrey, 'ridotta alla fame per evitare il body shaming'

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Ultimo aggiornamento 19 Marzo, 2024, 19:13:17 di Maurizio Barra

 “Per decenni sono stata vittima di body shaming e di umiliazione pubblica”. Oprah Winfrey si è confessata in uno speciale tv, ‘An Oprah Special: Shame, Blame, and the Weight Loss Revolution’, parlando candidamente della sua esperienza alle prese con la perdita di peso e di come la forma del suo corpo è stata pane per i tabloid e i comici.
    “Devo dire – ha spiegato – che ho subito la vergogna che il mondo ha gettato su di me. Per 25 anni deridere il mio peso è stato uno sport nazionale”. Ha poi citato un episodio in particolare che si verificò nel 1990, quando fu messa in copertina da Tv Guide per la lista delle star ‘meglio e peggio vestite’. “Ricordo che all’inizio pensai, ‘Oh, guarda, sono sulla copertina’. Ma poi leggo il titolo e Mr Blackwell, il trendsetter dell’epoca, mi definiva sformata e sgraziata. Sono stata ridicolizzata da ogni talk show notturno e sulle copertine dei tabloid per 25 anni”.
    L’essere sotto i riflettori per il peso la portò ad avere un’ossessione per il suo corpo e a ricorrere a metodi estremi per perdere chili. “Nel tentativo di combattere tutta la vergogna – ha sottolineato – mi ridussi alla fame per quasi cinque mesi”. Perse oltre 30 kg con una dieta liquida ma poi il giorno dopo ricominciò a prendere peso.
    Per circa un decennio, Oprah Winfrey è stata anche nel board di Weight Watchers, azienda che offre servizi per la perdita e il mantenimento del peso e il fitness. Quest’anno ha deciso di prendere strade diverse, è diventata testimonial di medicinali antidiabete che negli ultimi mesi si sono rivelati un’arma potente per combattere l’obesità.
    “Sono molto entusiasta di questo show – ha detto ancora – sullo shaming, le colpe e la rivoluzione nel dimagrimento. Sono entusiasta perché ho passato anni in questo business e io stessa sono stata oggetto di shaming. Voglio che le persone si sentano liberate e tutti coloro che soffrono per l’obesità devono sapere che non è colpa loro, è la loro mente”.
   

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