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Vlasic: "Toro e Croazia le mie patrie: voglio altri gol"

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Ultimo aggiornamento 19 Marzo, 2024, 15:15:42 di Maurizio Barra

TORINO – A Zagabria ci sarà pure una delle funicolari più corte al mondo, neanche 70 metri di binario, ma non è la lunghezza di un trampolino a limitare per forza il volo delle speranze. Per intenderci, nella capitale della Croazia sono più alte le due guglie che cingono la splendida cattedrale neogotica, con i suoi eroi nazionali sepolti all’interno. Lì, senza dover prendere la funicolare o arrampicarsi sulle torri, Nikola Vlasic sta volteggiando anche lui tra limiti da superare e sogni da incarnare. A Zagabria ha cominciato a lavorare la nazionale croata, raduno e allenamenti in vista del primo impegno dei prossimi giorni, sabato alle 21 al Cairo contro la Tunisia per la Coppa Acud. Il giorno prima l’altra semifinale, Egitto-Nuova Zelanda. E a metà della prossima settimana le due finali. Per Nikola è tempo di provare ad alzare di nuovo la cresta sul prato anche con addosso i colori del suo Paese. Dopo l’esordio abbastanza estemporaneo nel 2017 contro il Messico, non ancora ventenne, il suo percorso in nazionale è concretamente cominciato l’anno dopo e poi è proseguito senza più soluzione di continuità fino alla mancata convocazione dello scorso novembre: una scelta dettata dalla volontà di Zlatko Dalic di testare nuovi profili. Ora il ct della Croazia ha (normalmente, regolarmente) richiamato Vlasic e il granata si è presentato a Zagabria con sulle spalle la sua bella esperienza di 53 partite in nazionale con 7 gol e 3 assist. E la disputa anche di un campionato del mondo (6 gettoni in Qatar nel ‘22 con la conquista del 3° posto finale), oltre all’Europeo del ‘20 (4 presenze). A metà giugno, il nuovo torneo continentale: manco a dirlo, in un girone che contempla anche l’Italia di Alessandro Buongiorno (e presumibilmente pure di Raoul Bellanova), oltre alla Spagna e all’Albania. E così il ritorno a Zagabria di Vlasic è stato salutato con entusiasmo anche dai suoi amici più stretti che ha in nazionale: alcuni compagni in particolare, tra pacche sulle spalle e battute. Hanno raccolto le sue impressioni anche i collaboratori del ct, come al solito. Ottimo è poi il rapporto con Dalic.