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Marco Manzo, le sue opere-tatuaggio accolte dalla chiesa

Tempo di lettura: 2 minuti

Ultimo aggiornamento 21 Marzo, 2024, 17:46:42 di Maurizio Barra

Marco Manzo non è soltanto il
pluripremiato tatuatore romano padre del tatuaggio ornamentale.

   
La sua arte ha sperimentato anche altri materiali, oltre la
pelle umana, dove ha inciso i suoi tatuaggi effetto merletto. Da
qui sono nate opere d’arte e mostre esposte alla Biennale di
Venezia, al Maxxi e al Macro di Roma, al Moma e al Gagosian
Museum di New York. Oggi Marco Manzo mostra le sue opere a Santa
Maria dei Miracoli a Roma e il Vicariato riconosce nel tatuaggio
una “forma d’arte”. “La Chiesa è amica dell’arte e non le
ripugna nessuna forma estetica autentica, neppure il tatuaggio”
conferma monsignor Giuseppe Lorizio, direttore dell’ufficio
Cultura del Vicariato che ha dato il suo pieno sostegno
all’iniziativa di padre Ercole Ceriani, rettore della chiesa di
Santa Maria dei Miracoli, di accogliere la mostra di Manzo,
sostenuta anche da monsignor Daniele Libanori, vescovo ausiliare
della Diocesi di Roma per il settore centro. “Alla vigilia della
settimana della celebrazione del mistero pasquale – ricorda
monsignor Lorizio -le sculture aiuteranno la riflessione orante
dei fedeli e dei visitatori che in un contesto di violenza e
sopraffazione come l’attuale, presentano mani che assalgono e
mani che implorano, culminando nella scultura della Maddalena
riconciliata, prima testimone del Risorto”. “Anche se redatti in
tempi antichi culturalmente distanti dal nostro – aggiunge padre
Ceriani – le citazioni bibliche di Marco Manzo, testimoniano un
vissuto che accomuna l’esperienza dell’essere umano di tutti i
tempi e luoghi”.

   
In mostra nella chiesa di piazza del Popolo (21/3-31/8) croci e
mani in marmo testimoniano la violenza sulle donne (esposte
nella 58/a Biennale di Venezia) più alcune opere inedite. La
scultura in marmo bianco “La Maddalena pacificata” che giace
addormentata sotto una croce-tatuaggio alta 4,5 mt è realizzata
in materiali misti sarà acquisita dalla Fondazione Zichichi. La
“Croce gloriosa dei miracoli” alta 80 cm sarà acquisita nel
patrimonio artistico della stessa chiesa. Dalle colonne escono
20 mani che impugnano armi, ma sono arti fermati nell’attimo di
ferire. Due installazioni rappresentano le “Mani della
crocifissione”.

   

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