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Patrimonio immateriale, via al censimento

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Ultimo aggiornamento 21 Marzo, 2024, 00:30:58 di Maurizio Barra

I Tenores di Bitti, i Mamuthones di
Mamoiada, le maschere lignee della Caccia Selvatica, gli
Scianari di Cannole e le corritrici con la cannata di Arpino:
sono solo alcuni dei numerosi patrimoni culturali immateriali
che l’Unione Nazionale Pro Loco e l’Associazione Nazionale
Comuni Italiani hanno inserito nel primo censimento di riti,
tradizioni e feste storiche locali. Il progetto, che punta a
raggiungere oltre 200mila espressioni e pratiche sociali che
contraddistinguono le identità locali del nostro territorio,
nasce a poco più di 20 anni dall’adozione della Convenzione
Unesco per la salvaguardia del patrimonio culturale immateriale.

   
“Dopo anni di lavoro intenso siamo riusciti a far riconoscere
il nostro patrimonio immateriale culturale – ha commentato
Antonino La Spina, presidente Unpli, alla presentazione del
progetto – attraverso un censimento fatto di saperi e conoscenze
che si tramandano di generazione in generazione, grazie al
racconto e all’impegno di persone che fanno di tutto per tenere
viva l’identità della propria comunità”.

   
L’iniziativa coinvolge direttamente le associazioni Pro Loco
e i piccoli Comuni d’Italia nella mappatura dei loro patrimoni
culturali immateriali, promuovendo la salvaguardia e la
valorizzazione di tradizioni che altrimenti potrebbero essere
dimenticate. L’attività di censimento, che ha raccolto la
collaborazione dell’Istituto Centrale per il Patrimonio
Immateriale e la supervisione del ministero della Cultura, rende
possibile la catalogazione del patrimonio culturale immateriale
di riferimento delle piccole comunità, assicurandone il
monitoraggio periodico e incentivandone la conoscenza attraverso
l’iscrizione coordinata e condivisa su inventari, registri,
archivi e piattaforme sia territoriali, sia nazionali. La
raccolta dei dati verrà portata avanti dall’Unpli con il
supporto di ricercatori antropologi e utilizzerà schede di
valutazione elaborate dall’Istituto Centrale per il Patrimonio
Immateriale, che ha curato anche la formazione dei volontari. I
materiali raccolti verranno caricati e condivisi su una
piattaforma digitale che renderà fruibili i dati presenti in
archivi digitali già esistenti e consentirà di visualizzare,
studiare e conoscere i beni immateriali in modo interattivo e
coinvolgente.

   
“Il progetto attua i propositi che abbiamo delineato con la
legge per la salvaguardia del patrimonio culturale immateriale,
con cui prevediamo l’istituzione di un elenco nazionale
attraverso il censimento e la catalogazione – ha sottolineato
Federico Mollicone, presidente commissione Cultura Scienze e
Istruzione della Camera -. Con la legge che abbiamo approvato
alla Camera lo Stato riconoscerà il patrimonio culturale
immateriale come componente del valore identitario e storico per
gli individui, le comunità locali e quella nazionale”.

   
Tra le attività che verranno mappate rientrano le tradizioni
orali, compresi i dialetti, la musica e le arti dello spettacolo
in forma stabile o ambulante, gli eventi rituali e festivi, le
pratiche rievocative di eventi storici, festivi e in costume.

   

   

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