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Torino: aggressione con machete, arrestata la ragazza di Pietro Costanzia

Tempo di lettura: 2 minuti

Ultimo aggiornamento 21 Marzo, 2024, 17:47:31 di Maurizio Barra

Dopo l’arresto di Pietro Costanzia di Costigliole, presunto aggressore dell’agguato con machete avvenuto lunedì a Mirafiori Nord a Torino, che ha provocato la subamputazione della gamba alla vittima, è stata fermata anche la compagna.

La donna sarebbe estranea all’aggressione, ma sarebbe stata arrestata per la presenza di sostanza stupefacente nella stanza al momento dell’arresto di Costanzia in una stanza di hotel. Il giovane, difeso dagli avvocati Paola Pinciaroli e Vittorio Nizza, al momento si trova in carcere, in attesa dell’udienza di convalida. Per lui l’accusa è di tentato omicidio. Ha dichiarato che pensava di essere stato fermato per problemi con la giustizia che avrebbe in Spagna, dove ha vissuto lungo tempo. Davanti al pm ieri sera si è avvalso della facoltà di non rispondere.

La polizia continua intanto la caccia all’uomo per risalire al complice dell’aggressore. Costanzia è stato infatti individuato come l’uomo travisato che è sceso, armato di machete, da uno scooter T-Max, ma alla cui guida c’era un’altra persona. Il 24enne che è stato colpito era invece su un monopattino con una ragazza. Dalle indagini sarebbe emerso che l’aggredito e l’aggressore si conoscevano e si frequentavano. Gli investigatori sospettano che dietro l’aggressione non ci sia solamente una vendetta per un messaggio di apprezzamento inviato dalla vittima a un’amica di Pietro, ma dell’altro. Non viene infatti esclusa la pista che porta alla droga

Pietro Costanzia è discendente di un’antica famiglia piemontese: negli archivi araldici risultano tracce di Costanzia, signori di Costigliole, già a partire dalla prima metà del 1200.

Il giovane, figlio di un conte, assistito dagli avvocati Paola Pinciaroli e Vittorio Nizza, respinge fermamente ogni accusa e si è avvalso della facoltà di non rispondere. Ma non sarebbe nuovo alle forze dell’ordine: per un lungo periodo risulta aver vissuto in Spagna dove è stato condannato per rapina

A quanto si apprende, quando è stato fermato dalla polizia, avrebbe infatti detto un’unica frase riferita a quel soggiorno, convinto che lo avessero raggiunto per eseguire l’ordine di custodia in carcere emesso nei suoi confronti dai magistrati spagnoli. 

Tra le possibili piste seguite, quello della vendetta per gelosia, la vittima avrebbe fatto delle avances alla ragazza di Pietro Costanzia, e quello della droga. 

L’indiziato è stato prelevato dagli agenti della squadra mobile in un albergo in corso Regina Margherita, il viale che taglia il quartiere Vanchiglia, vicino la zona di Porta Palazzo. A quanto si apprende, sarebbe rimasto due giorni nella stanza dell’hotel utilizzando un documento non suo.

 

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