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Dalla B2 all’Europa. Ecco cosa c’è dietro il miracolo del Fenera

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Ultimo aggiornamento 22 Marzo, 2024, 05:17:41 di Maurizio Barra

Il primo paragone che viene in mente è con il Leicester dei miracoli, ma questo non è calcio bensì volley. E comunque possiamo davvero parlare di miracolo, un miracolo che non si ferma, dopo aver portato una cittadina di soli 36mila abitanti sul tetto d’Europa.

È nata nel 2009 e in quindici anni la Reale Mutua Fenera Chieri ’76 è partita dalla serie B2 ed è arrivata in cima all’Europa, conquistando nelle ultime due stagioni la Cev Challenge Cup e la Cev Volleyball Cup, la seconda competizione continentale per club dopo la Champions League, in un Pala Gianni Asti esaurito.

Alla guida della compagine dirigenziale, che non ha sbagliato un colpo, ben assecondato dagli sponsor, guidati da Reale Mutua e Gruppo Fenera, che hanno permesso d’impostare una sana programmazione, c’è il presidente Filippo Vergnano. «Nel corso della nostra storia – ricorda il numero uno collinare – siamo sempre riusciti a migliorare e abbiamo scalato tutte le categorie. Siamo arrivati a vincere anche sul fronte internazionale e in questa Coppa Cev abbiamo fatto un percorso bellissimo. Vogliamo continuare a crescere, ma è chiaro che ora la salita diventa impervia. Sicuramente ci proveremo. Nel breve termine ci aspettano i playoff, giocheremo qui a Torino gara-2 contro Novara e speriamo che la cornice di pubblico sia la stessa. Con loro ci siamo già incontrati varie volte e sono sempre state delle battaglie».

È evidente che la missione di alzare ulteriormente l’asticella si annuncia complicata, perché in Italia davanti ci sono la Prosecco Doc Imoco Conegliano, la Savino Del Bene Scandicci, l’Allianz Vero Volley Milano e la Igor Gorgonzola Novara, che non paiono intenzionate ad abbassare la guardia. Una cosa è certa, alla base del progetto ci sono valori forti.

Sulla panchina, dopo aver allenato in Francia, da cinque stagioni siede Giulio Cesare Bregoli, che in Nazionale è stato il vice di Davide Mazzanti e da qualche mese è il ct della Svezia. «La nostra forza principale – spiega il tecnico bolognese – risiede nel gruppo, che ha svolto un lavoro eccezionale e, soprattutto, ha sempre giocato insieme. Non mi piace mai parlare di turnover, preferisco rotazioni programmate, perché tutte le atlete che vanno in campo sono egualmente importanti. Il pubblico di Torino è stato strepitoso e i nostri tifosi di Chieri, che non mancano mai, hanno dato il loro contributo anche in questa occasione. Dopo questa fantastica coppa, penseremo ai playoff. Ci manca la semifinale e cercheremo di raggiungerla. Avere un obiettivo non significa che sia facile da centrare. Sappiamo che Novara è una grande squadra e abbiamo il massimo rispetto per loro. A Chieri mi trovo bene e ho ancora il prossimo anno di contratto, poi vedremo».

La capitana Kaja Grobelna è il simbolo biancoblù e ha alzato il trofeo, non nascondendo una grande emozione: «Siamo state sempre unite e questa qualità ci ha permesso di arrivare dove volevamo. Il pubblico del Pala Gianni Asti ci ha aiutato, è stato un onore giocare davanti e così tanta gente. La strada non era facile ed è stata lunga, abbiamo disputato dodici partite e le abbiamo vinte tutte. Il livello era veramente altissimo». Poi un tributo al coach: «Con lui mi trovo perfettamente, sa gestire benissimo queste situazioni, ci sono ragazze che hanno giocato la loro prima finale. In cinque anni non potrei dire una parola negativa su di lui. Conosco la filosofia della società e tutti insieme guardiamo avanti».

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