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Sciopero e sit-in in centrale Enel Sulcis, 'nessuna prospettiva'

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Ultimo aggiornamento 22 Marzo, 2024, 19:30:41 di Maurizio Barra



Fermata totale della centrale
Enel Grazia Deledda di Portoscuso nella seconda giornata di
sciopero riprogrammata da Filctem Cgil, Flaei Cisl e Uiltec Uil
dopo quella dell’8 marzo, quando un guasto a Fiume Santo aveva
impedito lo stop nel Sulcis per ragioni legate alla sicurezza
della rete. Il 100% dei turnisti, secondo i dati dei sindacati,
ha incrociato le braccia. I lavoratori si sono ritrovati in un
presidio, davanti ai cancelli della centrale.


   
Fino alle 23 di oggi l’impianto non produrrà energia
elettrica per la protesta dei lavoratori e delle lavoratrici
Enel che si inserisce nel quadro della mobilitazione nazionale
contro Enel ma che nel Sulcis Iglesiente assume una valenza
specifica: “Non c’è un piano industriale in vista della
dismissione di una centrale che garantisce la stabilità della
rete regionale e che, nei piani di Enel, non ha alcuna
prospettiva per i lavoratori diretti e degli appalti impiegati e
nemmeno una alternativa seria allo smantellamento”, denunciano
Francesco Garau (Filctem), Gianrico Cuboni (Flaei) e Pieluigi
Loi (Uiltec).


   
Secondo le sigle, i progetti di Enel “si limitano
all’utilizzo delle batterie elettrochimiche sparse per l’Isola e
provenienti da produzioni in paesi extraeuropei con una
tecnologia che non è ancora matura per la conservazione a lungo
termine, a prova di sicurezza e stabilità della rete,
dell’energia prodotta da rinnovabili”. I sindacati sostengono da
tempo “la necessità di un mix energetico fra rinnovabili, gas e
idroelettrico che salvaguardi la sicurezza del sistema nella
transizione”.


   
Dopo l’avvio della mobilitazione nazionale contro Enel – che
in Sardegna occupa 1500 lavoratori – la vertenza si è
ulteriormente inasprita a causa dei nuovi orari di lavoro: “le
carenze di organico non possono essere scaricate sui lavoratori
programmando turni disumani”, dicono. Per questa ragione, il
tema è stato portato all’attenzione del prefetto di Cagliari che
si è impegnato a sottoporre la questione alla ministra
Calderone.


   

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