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Aggredito a colpi di machete, la frase shock del nobile: «Non volevo fargli male»

Tempo di lettura: 2 minuti

Ultimo aggiornamento 23 Marzo, 2024, 03:09:05 di Maurizio Barra

Davanti al giudice, il giovane nobile ha confessato. Pietro Costanzia di Costigliole, 23 anni, discendente di un ramo di un’antica famiglia piemontese, ieri ha sostanzialmente ammesso di essere coinvolto nell’aggressione del coetaneo Oreste Borelli, rimasto ferito da colpi vibrati con un machete lo scorso lunedì in via Panizza a Mirafiori. L’occasione è stata l’udienza di convalida del fermo, eseguito due giorni fa dalla polizia. Pietro, difeso dagli avvocati Vittorio Nizza e Paola Pinciaroli, ha però preso le distanze dall’accusa di tentato omicidio: «Non volevo ucciderlo e nemmeno fargli del male». Poi però si è rammaricato per quanto è accaduto.

Quanto al motivo, per ora sembra circoscritto alla gelosia: le amiche dei due ragazzi (vittima e aggressore) si conoscono bene e si sarebbero scambiate una confidenza che ha provocato lo scatto di rabbia. Ma gli investigatori continuano a lavorare sull’ipotesi che non sia soltanto una questione di cuore: per esempio, potrebbe entrare in gioco la droga. L’indagine intanto ha portato a un nuovo sviluppo: è stato fermato e portato in questura Rocco Costanzia di Costigliole, fratello di Pietro, la cui famiglia ha indicato come difensore l’avvocato Giuseppe Del Sorbo. La polizia stava cercando il complice dell’aggressore, cioè  l’individuo che era arrivato con lui sul luogo dell’agguato alla guida di uno scooter T-Max. Ieri nel carcere delle Vallette si è tenuta anche l’udienza di convalida del fermo della fidanzata di Pietro, la 20enne che era in albergo con il giovane. Per lei, secondo quanto si è appreso, l’accusa è soltanto legata ad hashish e cocaina trovati dalla polizia durante l’intervento.


Ma le indagini non sono terminate. Anche perché Pietro, a quanto pare, durante un suo precedente soggiorno in Spagna non era riuscito a stare lontano dai guai: quando è stato preso in consegna dai poliziotti ha chiesto se si trattava di un provvedimento chiesto dall’autorità giudiziaria iberica.

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