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Al teatro Antico di Taormina si restaura portico 'post scena'

Tempo di lettura: 2 minuti

Ultimo aggiornamento 25 Marzo, 2024, 17:41:55 di Maurizio Barra

Sono iniziati al Teatro Antico di
Taormina i lavori di restauro conservativo del “porticus post
scaenam”, il retro della scena che si apre a sud sul grandioso
paesaggio dell’Etna e del mare. Un intervento voluto e
programmato dal Parco archeologico Naxos Taormina, diretto
dall’archeologa Gabriella Tigano, che segue a distanza di circa
settant’anni lo storico restauro del grande archeologo Luigi
Bernabò Brea, al quale si deve l’attuale configurazione del
complesso monumentale con cui da allora è conosciuto in tutto il
mondo.

   
I lavori di restauro in corso sono interamente finanziati dal
Parco Naxos Taormina per un importo di circa 500 mila euro. Il
progetto è del “Laboratorio per l’Architettura Storica stp srl”
di Palermo, il direttore dei lavori è l’architetto Saverio
Renda. A sostenere il progetto si è unita anche American Express
che, con il coordinamento di Artfin, ha partecipato allo studio
progettuale architettonico, propedeutico a questi interventi di
restauro e conservazione di uno dei monumenti più iconici del
patrimonio archeologico siciliano.

   
“Anche stavolta, come è accaduto nel 2022 per il restauro
delle gradinate, non sarà necessario interrompere la fruizione
del sito da parte dei visitatori che anzi, laddove possibile,
osservano con interesse e curiosità i restauratori all’opera –
ha detto l’assessore ai Beni culturali e identità siciliana,
Francesco Paolo Scarpinato – I lavori saranno completati entro
l’inizio dell’estate e della consueta stagione degli
spettacoli”.

   
Strategica, per consentire la fruizione dei visitatori
durante i lavori di restauro, la configurazione del ponteggio
“su misura”, realizzato nelle due ali del post scena e che ha
salvaguardato lo scenario, unico al mondo, dove il paesaggio e
la natura diventano un unicum con il monumento. “È un momento
fondamentale per lo studio del teatro – spiega la direttrice e
archeologa Gabriella Tigano – L’edificio post scaenam sarà,
infatti, oggetto di analisi mirate che consentiranno di
acquisire nuovi dati sui materiali da costruzione utilizzati:
dati indispensabili per procedere con il restauro di questo
settore del monumento”.

   

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