Ultimo aggiornamento 25 Marzo, 2024, 17:34:26 di Maurizio Barra
L’ora legale durerà sette mesi
L’ora legale durerà sette mesi e terminerà la notte dell’ultima domenica di ottobre quando, secondo la convenzione, alle 3 di notte si passerà di nuovo alle 2. Dopo una lunga discussione in cui è stata avanzata la proposta di abolire l’ora legale per passare a un sistema di applicazione perenne dell’ora solare, l’Italia infatti ha stabilito che lascerà ancora in vigore questo sistema, con l’alternanza tra ora legale e solare.
Il passaggio però dall’ora solare a quella legale (e viceversa) non è indolore
Un passaggio, quello da ora solare a ora legale e viceversa non indolore, e che ha effetti negativi su salute, energia, bollette, ambiente e tasche dei cittadini, al punto che già 336mila italiani hanno firmato la petizione online per rendere permanente l’ora legale tutto l’anno. Lo afferma la Società Italiana di Medicina Ambientale (Sima) che assieme a Consumerismo No Profit ha avviato una raccolta firme per chiedere al Governo l’ora legale permanente. «Sul fronte energetico – ha calcolato Sima – l’adozione dell’ora legale permanente tutto l’anno produrrebbe nel nostro Paese minori consumi di energia per circa 720 milioni di kwh equivalenti, e si considerano solo le attuali tariffe della luce sul mercato tutelato, ad un risparmio in bolletta di circa 180 milioni di euro annui. Secondo terna dal 2004 al 2022 il nostro Paese ha risparmiato circa 2 miliardi di euro e 10,9 miliardi di kWh di elettricità grazie all’ora legale. A ciò si aggiungerebbe un massiccio taglio alle emissioni climalteranti pari a 200.000 tonnellate di CO2 in meno, equivalenti a quella assorbita piantando dai 2 ai 6 milioni di nuovi alberi».
Le ripercussioni sulla salute
«Il passaggio ora legale/ora solare e viceversa determina inoltre ripercussioni negative sulla salute umana – spiega il presidente Alessandro Miani -. Si altera la ritmicità circadiana, ossia l’orologio biologico del nostro organismo che, in assenza di segnali provenienti dall’ambiente esterno, completa il proprio ciclo in circa 24 ore. Il mancato rispetto di questi ritmi naturali ha effetti sulla pressione arteriosa e la frequenza cardiaca: diversi studi hanno attestato una correlazione tra cambio di orario e patologie cardiache, con l’Università di Stoccolma che ha riportato un’incidenza del +4% di attacchi cardiaci nella settimana successiva al passaggio al nuovo orario. Si registrano poi problemi del sonno in una consistente fetta di popolazione, con conseguenze negative su concentrazione e umore e quindi su rendimento scolastico, efficienza sul lavoro, relazioni personali, ecc. Altri studi hanno poi certificato una correlazione tra il passaggio da ora legale a ora solare e l’incremento di incidentalità stradale e sul lavoro, mentre una ricerca condotta in Australia ha perfino riscontrato un aumento dei suicidi nelle prime settimane di cambiamento dell’orario».
L’appello a Meloni
«Per tali motivi chiediamo al governo Meloni di impegnarsi per arrivare in Italia all’abbandono definitivo dell’ora solare adottando l’orario legale tutto l’anno. Una possibilità prevista dall’Unione Europea che già nel 2019 ha approvato una Direttiva che pone fine al doppio cambio orario durante l’anno lasciando ampia discrezionalità agli Stati Membri, auspicando un coordinamento tra le varie nazioni per evitare ripercussioni sugli scambi commerciali e i movimenti transfrontalieri», conclude Miani.
Quando è nata l’ora legale
L’ora legale è stata adottata per la prima volta nel nostro paese nel 1916. Poi con fasi alterne è stata abolita e ripristinata più volte prima della sua introduzione durante la Seconda guerra mondiale, con la sua formalizzazione poi nel dopoguerra.
L’Europa e la risoluzione sull’abolizione dell’ora legale
Se da sempre i Paesi del Nord Europa (Finlandia, Svezia, Estonia, Lituania, etc) sono quelli più sensibili all’argomento, a causa del fatto che, essendo vicini al Polo Nord, non beneficiano della luce naturale con il cambio dell’ora, il tema “ora legale” è diventato col tempo interessante anche per noi italiani. Per molto tempo ci si è interrogati in Europa se non fosse il caso di abolire il cambio d’ora e scegliere quella legale o quella solare per tutto l’anno. Nella primavera del 2019 il Parlamento europeo ha approvato la risoluzione legislativa sull’abolizione dell’ora legale con 410 voti a favore, 192 contrari e 51 astensioni. L’anno prima, tra il 4 e il 16 agosto, la Commissione europea aveva proposto di porre fine ai cambi stagionali dell’ora e con una consultazione pubblica online aveva chiesto ai cittadini europei di scegliere, in caso di abolizione del cambio orario, se preferissero mantenere per sempre l’ora solare o quella legale. Le risposte erano state 4,6 milioni, ovvero aveva partecipato alla consultazione soltanto l’1% degli oltre 447 milioni di abitanti che contava la Ue in quell’anno. Nonostante ciò, resta il numero più alto di partecipanti mai registrato per una consultazione pubblica. Gli italiani l’avevano quasi del tutto disertata. Alla fine, la Commissione europea aveva proposto di porre fine al cambio stagionale dell’ora in Europa, lasciando però gli Stati membri liberi di decidere una volta per tutte se applicare in modo permanente l’ora legale o quella solare. Ma, al momento, nulla è cambiato.
