Ultimo aggiornamento 26 Marzo, 2024, 19:34:58 di Maurizio Barra
C’è il pubblico delle grandi occasioni e un tutto esaurito ad applaudire il maestro Riccardo Muti che a Roma, Auditorium Parco della Musica, ha offerto un concerto in commemorazione dell’ottantesima ricorrenza dall’eccidio delle Fosse Ardeatine perpetrata dai nazisti il 24 marzo del 1944. Sul palco, con l’orchestra Giovanile Cherubini, anche gli strumentisti della Banda dell’arma dei Carabinieri.
Visibilmente commosso, Muti ha parlato a braccio al pubblico prima di eseguire il raffinato programma: “Sono emozionato di essere qui nell’ottantesimo anniversario dell’eccidio. Eseguiremo la Sinfonia n.9 di William Schuman che esprime uno stato d’animo drammatico per una tragedia terrificante, incomprensibile a mente d’uomo. Quando ero a Chicago ed ho ricevuto questa partitura, con il titolo in italiano scritta dal premio Pulitzer per la musica, ho sentito tutta la ribellione per tale crudeltà e subito l’ho voluta eseguire. Il musicista, di origine ebraica, visitò negli anni Sessanta il memoriale e ne rimase impressionato. L’esecuzione, per la prima volta in Italia, ha un valore simbolico ancora più rilevante. Si sente paura, orrore, rabbia, quello che il musicista ha sentito nel cuore. Colpisce, commuove e fa pensare, una musica portatrice di pace in un mondo che la rifiuta. Accanto a me ci sono i giovani musicisti della Cherubini che dedicano la loro vita alla bellezza e all’armonia, una missione che ci arricchisce. Al loro fianco i carabinieri che hanno pagato un tributo di dolore e che non imbracciano un’arma ma uno strumento di fratellanza”. Il direttore d’orchestra l’avrebbe voluta portare proprio al Memoriale, “ma problemi logistici me lo hanno impedito”.
Dunque ha detto Muti, “bisogna venire a patti con il passato per costruire il futuro, disse il compositore a questo proposito. Ma in quest’opera sono nemico dell’oblio. Siamo al cospetto di un pezzo estremamente emotivo con momenti forti come gli archi alla fine, gli strumenti che disturbano, il dolore muto che affiora, e il finale in cui compare la campana, che non è quella dantesca, non squilla da lontano, è violenta e sembra che muoia l’umanità nel terremoto finale”. Sinistre assonanze con l’oggi che il Maestro Muti sottolinea. Poi ha voluto ricordare il grande artista appena scomparso, Maurizio Pollini, parlando del loro ultimo incontro e dunque ha chiesto un minuto di silenzio.
Il concerto si è aperto con l'”Incompiuta” di Franz Schubert, qualcosa di sospeso, in sintonia assoluta: “Ho pensato fosse perfetta, è una preghiera laica, piena di una lucida malinconia che si incastra benissimo con la sofferenza del tumulto tragico delle Fosse Ardeatine”.
L’importante serata è stata promossa dalla Fondazione Orchestra Giovanile Luigi Cherubini con il contributo della Presidenza del Consiglio dei Ministri e il patrocinio del Ministero della Cultura, del Comune di Roma e della Comunità ebraica di Roma. Il concerto, a ingresso gratuito, è stato organizzato in collaborazione con Anfim, l’associazione nazionale Famiglie italiane martiri, con l’Accademia nazionale di Santa Cecilia e il Ravenna Festival. Standing ovation e 10 minuti di applausi per il Direttore d’orchestra e le due formazioni unite. In platea i vertici dei più importanti teatri lirici italiani, il Rabbino Capo di Roma Riccardo Di Segni, il Presidente della Comunità ebraica di Roma (Cer) Victor Fadlun, la Vicepresidente della Cer Antonella Di Castro e altri rappresentanti istituzionali della Cer. Presenti, inoltre, il Sindaco di Roma Roberto Gualtieri, l’Assessore alla Cultura del Comune di Roma Miguel Gotor, il Sottosegretario alla Cultura, Gianmarco Mazzi e la Ministra per la Cultura tedesca Claudia Roth.
