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Sos Humanity, molto limitati i margini per salvare migranti

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Ultimo aggiornamento 27 Marzo, 2024, 16:07:47 di Maurizio Barra

“Lo spazio per gli operatori
umanitari nel Mediterraneo centrale, come Sos Humanity, è
attualmente drammaticamente limitato” e, sebbene “l’Italia e gli
Stati europei debbano adempiere al loro dovere di salvataggio in
mare e di tutela del soccorso civile”, “il nostro lavoro
umanitario (…) viene sistematicamente ostacolato dal governo”
italiano, “trattenendo la nostra nave di soccorso Humanity 1 e
assegnando porti lontani per lo sbarco delle persone salvate”:
lo ha sostenuto Marie Michel, portavoce “politica” della stessa
Ong tedesca.

   
È “crudele che noi, come organizzazione civile di soccorso in
mare, adempiamo al nostro dovere” imposto dal “diritto
internazionale di salvare vite umane nel Mediterraneo centrale e
di svolgere un lavoro umanitario urgente e necessario e poi
veniamo puniti per questo, anche se il dovere di salvare vite
umane in mare è in realtà degli Stati”, ha aggiunto Michel in
una dichiarazione inviata all’ANSA.

   
“Le conseguenze di questa politica si ripercuotono sulle
persone in cerca di protezione, poiché le capacità di
salvataggio vengono ridotte al minimo”, ha concluso la portavoce
di Humanity.

   
La nave della ong ha avuto un fermo amministrativo per
violazione del decreto Piantedosi dopo aver attraccato a Crotone
lo scorso 4 marzo con a bordo 77 migranti. Il fermo era stato
poi sospeso il 18 ma un’udienza per decidere nel merito è
fissata per il 17 aprile. Il suo blocco, sommandosi a quelli
della Geo Barents, della Sea Watch-5 e della Sea Eye-4, porta a
quattro il numero di navi di ong fermate dalle autorità italiane
solo a marzo, sottolineano altre fonti di Sos Humanity.

   

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