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Giovedì Santo. Il Papa ai sacerdoti: "Sappiate piangere sui peccati della Chiesa"

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Ultimo aggiornamento 28 Marzo, 2024, 16:14:15 di Maurizio Barra

Papa Francesco è arrivato in auto alla Casa circondariale femminile di Rebibbia, reparto femminile, dove per il rito della Lavanda dei piedi, compirà il gesto di Gesù con i suoi discepoli nell’ultima cena. Il Papa è stato accolto dalla direttrice Nadia Fontana: al suo ingresso in sedia a rotelle nel cortile antistante la casa di detenzione, è stato salutato dall’applauso del personale e quindi delle detenute, cui si è subito diretto astringere le mani.

Le dodici donne a cui il Papa laverà i piedi fanno parte, ricorda Vatican news, di una popolazione carceraria di circa 370 donne detenute nel penitenziario della Capitale, molte delle quali, insieme alle Guardie penitenziarie, prenderanno parte nella struttura alla Messa in Coena Domini presieduta da Papa Francesco. “Sarà certamente un bel momento, che aspettano con ansia anche perché sono state loro a invitare il Santo Padre – ha detto all’emittente vaticana il cappellano, don Andrea Carosella – per loro la visita del Papa è un segno di grande attenzione alla realtà carceraria e di grande incoraggiamento”. 

Nell’intervista, don Andrea Carosella ha raccontato: “Qui ci sono donne con storie molto diverse di povertà, disagio, difficoltà ma tutte soffrono per la separazione dagli affetti; alcune addirittura non hanno più contatti con i proprio familiari, quindi fuori dal carcere sono completamente prive di punti di riferimento. Altre ancora, – ha detto – poi, sono madri, anche di figli molto piccoli e non poterli vivere è un dolore grande. Ecco: in carcere direi che si recupera la consapevolezza dei rapporti, con i figli ma non solo, e il significato di questi rapporti. L’incontro e il dialogo a quel punto diventano fondamentali”.

Per celebrare la messa che apre il Triduo pasquale, Francesco ha quasi sempre scelto degli istituti di pena: l’anno scorso, il 6 aprile 2023, fu nel carcere minorile romano di Casal del Marmo.

Papa Francesco arrivato a Rebibbia rainews

Papa Francesco arrivato a Rebibbia

Con la Santa Messa del Giovedì Santo, liturgia che si celebra in questo giorno in tutte le chiese cattedrali, di fatto si entra nel vivo del triduo sacro prima della Pasqua. Nel corso della celebrazione eucaristica, i sacerdoti rinnovano le promesse fatte al momento della sacra ordinazione; quindi ha luogo la benedizione dell’olio degli infermi, dell’olio dei catecumeni e del crisma. Presenti, insieme a Papa Francesco, molti cardinali, vescovi e sacerdoti.

Il Papa chiede ai sacerdoti di sapere piangere perché “la guarigione del cuore di Pietro, la guarigione dell’Apostolo, la guarigione del Pastore avvengono quando, feriti e pentiti, ci si lascia perdonare da Gesù: passano attraverso le lacrime, il pianto amaro, il dolore che consente di riscoprire l’amore”. 

Il Pontefice propone allora “in questo Giovedì santo dell’Anno della preghiera, qualche pensiero su un aspetto della vita spirituale piuttosto tralasciato, ma essenziale; lo ripropongo con una parola forse desueta, ma che credo ci faccia bene riscoprire: la compunzione”. Piangere su se stessi non significa “piangerci addosso come spesso siamo tentati di fare”. 

“Il Signore – ha indicato il Papa nell’omelia della messa del Crisma – cerca, specialmente tra chi è consacrato a Lui, chi pianga i peccati della Chiesa e del mondo, facendosi strumento di intercessione per tutti. Quanti testimoni eroici nella Chiesa ci indicano questa via! Pensiamo ai monaci del deserto, in Oriente e in Occidente; all’intercessione continua, fatta di gemiti e lacrime, di San Gregorio di Narek; all’offerta francescana per l’Amore non amato; a sacerdoti, come il Curato d’Ars, che vivevano di penitenza per la salvezza altrui. Non è poesia, è sacerdozio”, ha concluso il Papa. 

Papa Francesco AFP

Papa Francesco

Giovedì Santo

Il Giovedì Santo è il giorno per i cristiani in cui si conclude la Quaresima, iniziata con il Mercoledì delle Ceneri. Si ricorda l’Ultima cena, quando Gesù istituì l’Eucarestia, salutò i dodici apostoli e perdonò chi lo avrebbe tradito. Il rito più noto è la lavanda dei piedi, un gesto che rappresenta il dovere di mettersi al servizio degli altri, come fece Cristo con gli apostoli. 

Nel 2016, Papa Francesco ha disposto la modifica delle regole che disciplinavano liturgicamente il tradizionale rito della lavanda dei piedi, prevedendo che per riceverla non devono più essere scelti solo uomini o ragazzi, ma che “i pastori della Chiesa possono scegliere i partecipanti al rito tra tutti i membri del Popolo di Dio”, quindi anche le donne.

Per i cristiani, l’Ultima cena è l’ultimo pasto consumato da Gesù insieme ai suoi discepoli. In quell’occasione, in cui stavano celebrando la Pasqua ebraica, Cristo istituì l’Eucarestia, distribuendo il pane e il vino come fossero il suo corpo e il suo sangue. L’Ultima cena è la protagonista di una delle opere d’arte più importanti di tutti i tempi, ovvero Il Cenacolo di Leonardo Da Vinci, custodito nella chiesa di Santa Maria delle Grazie, a Milano. Leonardo rappresenta il momento più drammatico del Vangelo quando Cristo annuncia il tradimento di uno degli apostoli: “In verità vi dico uno di voi mi tradirà”. 

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