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"Vlasic sei un grande", gli elogi di Modric e di tutta la Croazia

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Ultimo aggiornamento 28 Marzo, 2024, 16:04:52 di Maurizio Barra

Martedì sera, Egitto-Croazia, minuto 21 del primo tempo: Nikola Vlasic riceve palla sulla trequarti, spostato sulla fascia destra, da sua immensità Luka Modric. Al Cairo, i padroni di casa stavano già vincendo per 1 a 0: dopo pochi minuti aveva segnato Ramy Rabia, difensore dell’Al-Ahly. Quando Nikola riceve quel pallone dal leader di tutta la Croazia, da uno dei centrocampisti più grandi del terzo millennio, da quel fuoriclasse che è Modric anche adesso a 38 anni, ha già l’animo tormentato: poco prima, soltanto la sfortuna di un palo gli aveva levato la gioia del gol. Nikola ha rabbia in corpo, ma anche il piede caldo. Titolare, alla sua 55ª presenza in nazionale, in campo per la finale della “New Administrative Capital Cup” (sempre in Egitto, la Croazia aveva battuto ai rigori la Tunisia in semifinale, sabato scorso), Vlasic vede un pertugio e la scintilla gli amplia gli orizzonti. Si accentra col pallone tra i piedi, prende in giro con un paio di arabeschi, di finte e controfinte, il difensore più vicino, quindi sempre dal limite, quando ormai è contornato dagli avversari, lascia partire una parabola di sinistro che non ci si crede. Violentissima, destinata ad alzarsi il giusto sopra la testa del portiere e ad abbassarsi subito dopo, fino a picchiare contro la parte bassa della traversa e a infilarsi in rete. Un gol splendido, frutto di un’invenzione di classe.