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Addio a Louis Gossett Jr., il sergente di "Ufficiale e gentiluomo"

Tempo di lettura: 3 minuti

Ultimo aggiornamento 29 Marzo, 2024, 20:41:07 di Maurizio Barra




Si è spento a 87 anni l’attore, primo afroamericano a vincere l’Oscar nella categoria miglior attore non protagonista



Addio a Louis Gossett Jr., il sergente di "Ufficiale e gentiluomo" - foto 2

Tgcom24




A scuola con Marilyn Monroe

 Nativo di Brooklyn, New York, Gossett fece i suoi primi passi sul palcoscenico a 17 anni in una produzione scolastica. Proseguì la sua formazione scolastica alla New York University e grazie alla sua altezza (1,93 cm) ebbe la possibilità di far parte della squadra di basket ma preferì dedicarsi al teatro. Divenne amico di James Dean e studiò recitazione al fianco delle future icone di Hollywood come Marilyn Monroe, Martin Landau e Steve McQueen.

 

 

L’Oscar per “Ufficiale e gentiluomo”

  Debuttò sul grande schermo nel 1961 con “Un grappolo di sole”, nel ruolo dello sceriffo George Murshinson, ma fu un sergente a cambiargli la vita. In “Ufficiale e gentiluomo” interpretò infatti il sergente Emil Foley, ruolo che gli valse l’Oscar nel 1983 come miglior attore non protagonista. Fu il primo afroamericano a impugnare l’ambita statuetta nella categoria miglior attore non protagonista e il terzo nella storia degli Academy. Prima di lui l’Oscar era infatti andato nel 1940 a Hattie McDaniel per “Via col Vento” (miglior attrice non protagonista) e Sidney Poitier (scomparso nel 2022) nel 1964 per “I gigli del campo” (miglior attore protagonista).

 

L’Emmy con la miniserie “Radici”

 Negli Anni Settanta alternò la carriera cinematografica a quella televisiva e nel 1977 vinse un Emmy Award per la miniserie “Radici”. Dopo tale riconoscimento decise di orientarsi verso interpretazioni da caratterista. L’attore è finito anche diverse volte in manette e fermato dalla polizia a Los Angeles per motivi razziali: “Anche se non ebbi altra scelta che alzare le mani di fronte a questo abuso fui trattato in modo orribile e umiliante. Mi resi conto che la cosa stava accadendo perché’ ero nero e avevo una bella macchina. Nella loro mente (della polizia, ndr) non avevo il diritto di guidarla”. Disse anche che non si sarebbe lasciato distruggere dal razzismo, per questo contro le intolleranze Gossett ha dato vita alla Eracism Foundation, nata con lo scopo di creare un mondo in cui non esista il razzismo. 
   



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