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Ecco i "furbetti della patente": microcamere e auricolari per passare l'esame di guida

Tempo di lettura: 2 minuti

Ultimo aggiornamento 29 Marzo, 2024, 20:22:33 di Maurizio Barra

Non sapevano l’italiano ed erano agitatissimi. Però erano pronti a fare l’esame di teoria per prendere la patente di guida. Un semplice controllo della polizia stradale ha chiarito perché: sotto le felpe nascondevano auricolari e microcamere collegati a complici pronti a suggerire le risposte esatte del test. Così tre pakistani, un egiziano e un indiano sono stati denunciati dagli agenti arrivati in tutta fretta in via Bertani 41, una delle sedi della Motorizzazione di Torino.

I cinque stranieri, tutti residenti in Lombardia, sono stati “pizzicati” alla prima sessione di lunedì mattina, dopo che la direzione della Motorizzazione si è insospettita e ha avvisato la squadra di polizia giudiziaria del Compartimento torinese di polizia stradale. Così sono partiti i controlli mirati degli agenti, che hanno fermato i candidati prima che iniziassero la prova e li hanno denunciati a piede libero. Gli strumenti elettronici sono stati sequestrati così come le felpe, appositamente modificate per consentire di nascondere le microcamere.

Il problema, secondo la Polstrada, è che questo episodio è solo uno di tanti: «Molti candidati, per lo più stranieri e con scarsa conoscenza della lingua italiana, cedono alle lusinghe di organizzazioni criminali – spiegano gli agenti – In cambio di alcune migliaia di euro, promettono il superamento dell’esame grazie a suggerimenti forniti attraverso strumenti elettronici: nel tempo questi apparecchi si sono fatti sempre più sofisticati, anche per eludere controlli e indagini da parte delle forze dell’ordine».

In passato i poliziotti hanno già bloccato organizzazioni, come la “banda” che aveva promesso la “patente facile” a un centinaio di cinesi.

«La contemporanea presenza in una sola sessione di esame di cinque “furbetti” fornisce una chiara dimensione di come questo fenomeno criminale sia sempre più diffuso su tutto il territorio nazionale, comportando evidenti rischi per la sicurezza stradale».

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