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Coldiretti/Ixè, dolci a km zero fai da te nel 43% delle case

Tempo di lettura: 2 minuti

Ultimo aggiornamento 30 Marzo, 2024, 12:09:15 di Maurizio Barra

In più di quattro famiglie su 10
(43%) si preparano quest’anno in casa i dolci regionali tipici
della Pasqua, con un deciso ritorno alle tradizioni. È quanto
emerge dall’indagine Coldiretti/Ixe’ sulla Pasqua, in occasione
della prima mostra delle specialità territoriali pasquali al
Mercato di Campagna Amica al Circo Massimo a Roma. Un’occasone
dove i cuochi contadini saranno al lavoro per insegnare a
cittadini e turisti le specialità provenienti dalle antiche
ricette delle campagne di tutte le Regioni.

   
Una carrellata di dolci che inizia dalla Val d’Aosta, dove
si preparano i flantze, pani di segale appiattiti con zucchero,
burro, uvetta, mandorle e canditi, mentre in Piemonte c’è il
salame del Papa di cioccolato. In Liguria, invece, c’è
l’imbarazzo della scelta tra canestrelli, mostaccioli e
marzapani. La classica colomba di Pasqua è invece il dolce più
presente sulle tavole lombarde, evidenzia Coldiretti, così come
la fugassa in Veneto. Il Friuli Venezia Giulia vanta il presniz,
una sorta di strudel della tradizione triestina, ma anche la
putizza, mentre il Trentino Alto Adige la corona pasquale o
anche il Fochaz-osterbrot. Dall’Emilia arriva il bensòne che è
tra i più antichi dolci prodotti nel territorio di Modena; dalla
Toscana, invece, la schiacciata pisana così come la panina di
Pasqua. In Umbria tutti pazzi per la ciaramicola, mentre nelle
Marche si preparano le ciambelle pasquali, che una volta erano
impastati dalle “vergare”, le donne di casa, il Venerdì Santo
per farle riposare e poi cuocerle il giorno di Pasqua.

   
La pizza dolce è tipica del Lazio, così come la pigna di
Pasqua. In Abruzzo, invece, ci sono i cavalli, mentre in
Basilicata il tarallo aviglianese glassato noto anche come “Il
biscotto della sposa”. E se in Molise si prepara la pigna,
immancabile in Campania la pastiera e i quaresimali. In Calabria
ci sono i cuculi, fatti con una pasta di pane piuttosto
zuccherata, mentre in Puglia è protagonista la pupa con l’uovo.

   
I siciliani portano in tavola la cuddura cu l’ova, i sardi,
infine, le pardulas e l’aranzada nugoresa, finissimi fili di
buccia d’arancia cotti lentamente nel miele e arricchiti da
filetti di mandorle tostate.

   

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