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Ecuador, 8 morti in un attacco contro un commissariato e un centro commerciale

Tempo di lettura: 3 minuti

Ultimo aggiornamento 31 Marzo, 2024, 16:05:08 di Maurizio Barra

Otto morti e alcuni feriti: è il bilancio del terzo attacco in due giorni nella città sud occidentale di Guayaquil in Ecuador. A sparare un gruppo armato che da una auto ha sparato contro un commissariato e un centro commerciale. Sono gli ultimi episodi di un’ondata di violenza nel paese teatro di scontri fra 21 gruppi criminali di narcotrafficanti. L’Ecuador è diventato il punto di raccolta della cocaina che arriva dal Perù e dalla Colombia.

 

Ecuador controlli soldati Afp

Ecuador controlli soldati

In vigore da mesi lo stato di emergenza proclamato dal presidente Daniel Noboa. Una decisione che ha portato all’evacuazione del parlamento e degli uffici pubblici. Per le bande che girano per le strade, molti commercianti di Quito hanno chiuso. In tutto il paese sono stati segnalati scontri, saccheggi in centri commerciali e auto date alle fiamme. Le autorità hanno chiesto alla popolazione di rimanere in casa.

Di fronte alla violenza che continua a scuotere l’Ecuador, il presidente Daniel Noboa ha deciso due giorni fa di creare un Comitato di gestione delle crisi.  Si tratta di un “organo direttivo di alto livello”, che potrà adottare decisioni strategiche di fronte a situazioni che minacciano la sicurezza nazionale, e coordinare la risposta ai diversi livelli di governo.
Il decreto che istituisce il Comitato prevede la gestione e l’utilizzo dell’Intelligence per anticipare e mitigare i possibili rischi, nuovi canali di comunicazione sicuri, e l’adozione di misure che contribuiscano alla sicurezza della popolazione e dei beni critici durante le situazioni di crisi.
Nonostante il prolungamento dello stato d’emergenza e la militarizzazioni delle carceri, le tensioni nel Paese non si arrestano: nella notte tra mercoledì e giovedì si è registrata una nuova rivolta con tre morti nel carcere regionale di Guayaquil. Si tratta della stessa prigione da cui lo scorso gennaio era fuggito il pericoloso leader dell’organizzazione criminale Los Choneros, Adolfo Masias, alias ‘Fito’.

 

Il Presidente dell'Ecuador Daniel Noboa Ansa

Il Presidente dell’Ecuador Daniel Noboa

Il braccio di ferro tra il governo e i gruppi armati dura da tempo, senza tregua. Per capire che l’Ecuador è uno stato al collasso bastano le quasi 8mila morti violente registrate nel 2023. Dopo questo ennesimo attacco la situazione sembra sempre più scivolare verso una guerra civile. A gennaio è stato ucciso in pieno giorno con 18 colpi di pistola il candidato alla presidenza  Fernando Villavicencio mentre era in auto. I narcos hanno freddato il magistrato César Suárez che stava indagando sull’irruzione in diretta di un commando nella sede del canale TC Television.

Ecuador: uomini armati irrompono in uno studio in diretta tv twitter@Charles_Lister

Ecuador: uomini armati irrompono in uno studio in diretta tv

La polizia presidia il carcere di Guayaquil dove era scoppiata una rivolta e dal quale è fuggito Adolfo Macia re del narco traffico. Sarebbe scappato usando un sosia.  Doveva scontare una pena di 11 anni  Altro esponente di spicco delle bande Fabricio Colòn Pico è evaso con 30 detenuti dal carcere di Riobamba. Era in cella da tre giorni. 

Rivolta nel carcere Guayaquil AP

Rivolta nel carcere Guayaquil

L’Ecuador ha chiuso il 2023 con il tasso di omicidi più elevato di tutta la regione sudamericana, con 46 morti violente ogni 100.000 abitanti e un incremento del 71,5% rispetto al 2022.

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