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Mosca, “gestori di bar Lgbt sono terroristi” e rischiano 10 anni di carcere

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Ultimo aggiornamento 31 Marzo, 2024, 00:03:12 di Maurizio Barra

MOSCA. Le autorità russe hanno definito i due gestori di un bar Lgbtq «terroristi ed estremisti» dopo il loro arresto a inizio marzo ed in attesa del processo nei loro confronti, in quello che è il primo procedimento penale di questo genere seguito alla nuova ondata di repressione contro le minoranze sessuali nella Federazione russa. A novembre la Corte suprema russa ha bandito il cosiddetto «movimento Lgbt internazionale» per «estremismo», che è stato il motivo per l’arresto dell’amministratore del bar Pose, Diana Kamilianova, 28 anni, e del direttore artistico Alexandre Klimov, 21 anni, a Orenburg, nel sud-ovest della Russia all’inizio di questo mese. Rischiano fino a 10 anni di carcere con l’accusa di «estremismo» e di «promozione di rapporti sessuali non tradizionali tra i frequentatori del bar», e il tribunale di Orenburg ha detto che rimarranno in custodia fino al 18 maggio.

Le forze dell’ordine avevano fatto irruzione nel bar il 9 marzo scorso. Gli arresti avvengono nel contesto di una svolta ultra-conservatrice che si è accelerata da quando il Cremlino ha lanciato l’offensiva in Ucraina, presentando il conflitto come una battaglia contro l’Occidente e i suoi valori liberali. Nel dicembre 2022, Putin ha ampliato la legge del 2013 che vieta la promozione di relazioni «non tradizionali» con i bambini, per criminalizzare qualsiasi menzione pubblica positiva delle persone o delle relazioni Lgbtq.


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