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Save The Children: "A Gaza deperito 1 bimbo su 3 sotto i due anni"

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Ultimo aggiornamento 2 Aprile, 2024, 18:40:33 di Maurizio Barra

Nel nord della Striscia di Gaza 1 bambino su 3 sotto i due anni soffre di deperimento, la forma più grave di malnutrizione: stime che sono raddoppiate rispetto a gennaio. 

Lo denuncia Save The Children che comunica come più di 400 attacchi da ottobre, hanno messo fuori uso 26 dei 36 ospedali di Gaza, limitato l’accesso di medicinali e forniture, con ricadute letali sull’assistenza sanitaria.

L’organizzazione che fornisce servizi essenziali e sostegno ai bambini palestinesi instancabilmente dal 1953, chiede in una nota l’attuazione immediata del cessate il fuoco e l’ingresso nella Striscia di attrezzature mediche, forniture, operatori e medicinali salvavita per evitare che altri bambini vengano uccisi dalla malnutrizione e dalle malattie. 

Bambini durante la distribuzione del cido, da parte di enti di beneficenza, a Rafah il 5 febbraio gettyimages

Bambini durante la distribuzione del cido, da parte di enti di beneficenza, a Rafah il 5 febbraio

I bambini malnutriti a Gaza – prosegue il comunicato – non ricevono il cibo e le cure mediche di cui hanno bisogno per sopravvivere, perché il cibo è bloccato a ogni passo, il sistema sanitario distrutto e le famiglie riferiscono che i loro figli soffrono di gravi perdite di peso, debolezza e desquamazione cutanea. 

“Stiamo assistendo all’annientamento del benessere fisico e mentale dei minori a Gaza. La velocità con cui sono stati spinti verso la morte, negli ultimi sei mesi, è a dir poco sconcertante. È inconcepibile che cibo salvavita, prodotti nutrizionali e forniture mediche si trovino al confine, a pochi chilometri da dove i bambini muoiono inutilmente e dolorosamente di malnutrizione. La fame non deve mai essere usata come arma di guerra. 27 bambini sono già stati uccisi dalla fame e dalle malattie: se il mondo non agisce adesso, a quel numero se ne aggiungeranno innumerevoli altri”, ha dichiarato Xavier Joubert, Direttore di Save the Children nei Territori Palestinesi Occupati. 

Bambini palestinesi sfollati si mettono in fila per ricevere gli aiuti alimentari forniti da un gruppo di giovani palestinesi, nel campo profughi di Rafah, sud della Striscia di Gaza Ansa

Bambini palestinesi sfollati si mettono in fila per ricevere gli aiuti alimentari forniti da un gruppo di giovani palestinesi, nel campo profughi di Rafah, sud della Striscia di Gaza

I 346.000 bambini sotto i cinque anni presenti nella Striscia sono quelli a più alto rischio di malnutrizione, mentre la situazione già catastrofica si deteriora rapidamente. Nel nord si stima che 1 bambino su 3 sotto i due anni soffra di deperimento, la forma più grave di malnutrizione, rispetto a 1 bambino su 6 a gennaio, secondo il Global Nutrition Cluster, un gruppo di organizzazioni umanitarie focalizzate sulla nutrizione.  

Gli attacchi agli operatori umanitari e alle distribuzioni alimentari rendono la consegna degli aiuti pericolosa, limitando ulteriormente una risposta umanitaria già ostacolata. Secondo i dati recenti dell’Integrated Food Security Phase Classification (IPC), è particolarmente difficile raggiungere i bambini e le famiglie nel Nord di Gaza, dove la carestia è imminente. Le autorità israeliane continuano a negare all’UNRWA – l’organizzazione che può raggiungere il maggior numero di persone con aiuti salvavita – l’accesso al Nord di Gaza per fornire assistenza alimentare di emergenza. 

Bambini palestinesi osservano le persone in piedi sulle macerie di un edificio distrutto durante gli attacchi israeliani a Rafah, nel sud della Striscia di Gaza. Mohammed ABED / AFP

Bambini palestinesi osservano le persone in piedi sulle macerie di un edificio distrutto durante gli attacchi israeliani a Rafah, nel sud della Striscia di Gaza.

“Questa guerra ha portato alla fame i più piccoli anche nei luoghi in cui il cibo era disponibile. È evidente che i bambini stanno perdendo il 50-60% del peso e che le loro interazioni di base e la loro comprensione delle cose ne siano state influenzate”, ha affermato Hamdi, 30 anni, membro dello staff di Save the Children a Gaza.

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