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Confindustria, Garrone si ritira: “È per il bene dell’associazione”. Orsini sarà presidente

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Ultimo aggiornamento 3 Aprile, 2024, 17:21:15 di Maurizio Barra

ROMA. Colpo a sorpresa. A 24 ore dalla nuova riunione del Consiglio generale chiamato ad eleggere il nuovo presidente di Confindustria il presidente della Erg Edoardo Garrone si chiama fuori. Dopo «forti fratture e forti tensioni», a Confindustria «non serve che un candidato possa vincere per qualche voto, magari frutto di ‘impegni o scambi’ eccessivi e per me intollerabili e inaccettabili», scrive l’imprenditore genovese annunciando un passo indietro nella corsa alla presidenza. «Solo sostenendo un unico candidato e mettendolo nella condizione ideale per forza e autonomia, si può garantire la miglior governabilità alla nostra Confindustria» aggiunge Garrone.

Che poi spiega che la sua «è una rinuncia che personalmente mi costa molto, ma che confido possa determinare una svolta comportamentale e sostanziale, rendendomi e rendendoci orgogliosi di averlo fatto e di aver contribuito ad un cambiamento storico doveroso, esprimendo un modo di essere al servizio del sistema e non un sistema al servizio di sé stessi».

Garrone, che godeva dell’appoggio di Assolombarda e Piemonte e di imprenditori del calibro di Marco Tronchetti Provera, Emma Marcegaglia, Diana Bracco e Luca Cordero di Montezemolo cede dunque il passo al vicepresidente uscente Emanuele Orsini che da giorni era indicato come possibile vincitore della disputa. Secondo gli ultimi conteggi a lui venivano attribuiti oltre 110 voti sui 189 totali del parlamentino confindustriale grazie all’appoggio delle associazioni territoriali dell’Emilia, di parte del Veneto, del Trentino Alto Adige e del Friuli oltre che di Unindustria Roma Lazio e di larga parte del Sud. Non è escluso che a questo punto, a fronte del passo indietro di Garrone, visti anche i buoni rapporti tra l’imprenditore genovese e Orsini, qualche rappresentante della sua squadra possa trovare una collocazione nel nuovo vertice di Confindustria che Orsini dovrà indicare il 18 aprile in modo da rinsaldare l’unità della confederazione chiamata a navigare anche nei prossimi anni in mari certamente tempestosi.


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