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Confindustria, la corsa al rush finale: Garrone e Orsini si spartiscono i voti di Brescia e Bergamo

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Ultimo aggiornamento 3 Aprile, 2024, 17:14:59 di Maurizio Barra

A poche ore dalla riunione del Consiglio generale che giovedì designerà il nuovo presidente di Confindustria, i due candidati rimasti in lizza, il vicepresidente uscente Emanuele Orsini ed il presidente della Erg Edoardo Garrone, si spartiscono il bottino di voti che aveva raccolto il presidente di Federacciai Antonio Gozzi non ammesso dai saggi al rush finale. Ieri due tra le associazioni territoriali più importanti schierate con Gozzi erano chiamate a deliberare la scelta del loro candidato ma non hanno potuto farlo ufficialmente per mancanza di unanimità. A Brescia su tre voti a disposizione, secondo indiscrezioni, 2 andrebbero a Garrone ed uno a Orsini; a Bergamo ci sarebbe invece un pareggio con due voti a testa per ciascuno dei contendenti. Sempre ieri altre associazioni provinciali hanno compiuto la loro scelta: si tratta di Udine e Varese. Entrambe convergerebbero su Orsini. Che in questo modo, dopo aver già ottenuto l’appoggio di Reggio Emilia, altra territoriale schierata in prima battuta con Gozzi, e di Confindustria Alto Adriatico (Trieste, Gorizia e Pordenone, 5 voti in totale) consolida il suo vantaggio iniziale sull’avversario che però a sua volta avanza. «La nostra scelta – ha spiegato il presidente di Alto Adriatico, Michelangelo Agrusti – segue il pronunciamento della stragrande maggioranza del Veneto, di tutto il Trentino, dell’Alto Adige e dell’Emilia Romagna». Di fatto è “la Confindustria del Nord Est” che si contrappone al Nord Ovest schierato con Garrone a partire da Assolombarda, Piemonte e da ultimo Genova.

Di qui a giovedì, quando i 189 componenti del parlamentino confindustriale saranno chiamati a votare, però è ancora tutto possibile, complice il segreto dell’urna e la definizione delle ultime alleanze legate all’assegnazione delle future vicepresidenze e dei ruoli di maggior peso nell’organigramma del dopo-Bonomi. Un ruolo lo rivendicano anche gli armatori di Confitarma che ieri attraverso il loro presidente Mario Zanetti hanno chiesto ai due candidati di mettere il trasporto marittimo al centro dei loro programmi assegnando al settore un’adeguata rappresentanza nella governance futura di Confindustria.


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