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Addio a Gaetano Pesce, creatore visionario e rivoluzionario

Tempo di lettura: 2 minuti

Ultimo aggiornamento 4 Aprile, 2024, 14:01:30 di Maurizio Barra

Addio al designer, architetto e scultore  Gaetano Pesce, creatore visionario e rivoluzionario, le cui opere sono intrise di colore, divertimento e autoironia ma, al tempo stesso,  molte di loro si sono trasformate anche in simboli politici e sociali: su tutte, le poltrone Up che, ispirandosi alle forme della donna e  dell’abbondanza, si sono fatte emblema delle lotte femministe. Pesce  era nato a La Spezia l’8 novembre 1939 ed è morto, all’età di 84 anni, mercoledì 3 aprile a New York dove viveva dal 1983 e lavorava nel suo  studio a Brooklyn.        

Ad annunciare la scomparsa di uno dei più celebri designer italiani e  internazionali un post su Instagram da parte del suo staff con  l’account di Pesce. “Nel corso di sessant’anni Gaetano ha  rivoluzionato il mondo dell’arte, del design, dell’architettura e  degli spazi liminali tra queste categorie. La sua originalità e il suo coraggio non sono eguagliati da nessuno. La sua unicità, la creatività e il messaggio speciale vivono attraverso la sua arte”, si legge nel  post.        

Gaetano Pesce studiò architettura presso lo Iuav di Venezia, avendo  come maestri Carlo Scarpa ed Ernesto Nathan Rogers, tra i fondatori  dello studio BBPR. Sempre nella stessa città Pesce frequentò  l’Istituto di disegno industriale. Nel 1959 entrò a far parte del  Gruppo EnnaA, fondato a Padova con Tino Bertoldo, Alberto Biasi, Tolo  Custoza, Sara Ivanoff, Bruno Limena, Manfredo Massironi, Milla Muffato e Gianfilippo Pecchini, ma l’esperienza collettiva fu breve, dato che  il gruppo si sciolse nel 1960.        

Dopo aver iniziato l’attività creativa come artista, regista teatrale  e cinematografico e autore di performance, nel 1962 Pesce debuttò  nella carriera di designer, diventando in breve tempo uno dei maggiori esponenti del Radical Design, tra le più celebri correnti stilistiche  italiane in grado di trovare fortuna anche all’estero e si divise tra  progettazione e scultura. Si era poi distinto sperimentando l’uso  anticonvenzionale dei materiali plastici, in forte affermazione in  quegli anni nella produzione dell’arredamento, che caricava di  significati simbolici e di innovazioni formali. Sempre nel 1962 iniziò la collaborazione con B&B Italia realizzando dal 1969 Up (premio  Compasso d’Oro alla carriera del prodotto nel 2022), una serie di  sette modelli di poltrone in schiuma poliuretanica che divennero  subito una delle icone del design industriale italiano e  internazionale. La più celebre è la Up5 che riprende le forme delle  statue votive delle dee della fertilità per dare vita a un vero e  proprio manifesto di espressione politica sulla condizione femminile.  Nel 2000 la B&B Italia decise di riproporre in chiave moderna l’intera serie di poltrone.

Tra i suoi lavori più importanti, tutti dal nome poetico ed evocativo, ideati per Cassina la lampada Moloch, il divano Tramonto a New York, il tavolo Sansone, le poltrone I Feltri, le sedie Dalila  I,II e III, una serie di dieci sedute componibili tra loro Cannaregio, la poltrona Yeti, la bottiglia per l’acqua minerale Vittel. Nel 2010  creò sempre per Cassina Sessantuna, un’opera composta da sessantuno  tavoli che, riuniti insieme, formano la figura del caratteristico  stivale, per celebrare i 150 anni dell’Unità d’Italia. E ancora: La  Michetta, divano componibile per Meritalia, e L’Abbraccio, collezione  realizzata per Le Fablier in legno e resina con l’intento di evocare  il calore e la sensualità di un abbraccio.

Le sue opere sono esposte in importanti musei del mondo come il Museum of Modern Art e il Metropolitan Museum of Art di New York e il  Victoria and Albert Museum di Londra. Nel 1996 gli è stata dedicata  una retrospettiva a Parigi, presso il Centre Georges Pompidou.

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