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Definì il ministro Lollobrigida “neohitleriano”, va a processo per diffamazione la filosofa Di Cesare

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Ultimo aggiornamento 4 Aprile, 2024, 22:41:57 di Maurizio Barra

La filosofa e docente alla Sapienza di Roma Donatella Di Cesare annuncia di essere stata rinviata a giudizio dopo una querela per diffamazione presentata dal ministro dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida definendolo «neohitleriano». La filosofa, nota nelle ultime settimane per il suo post dedicato alla terrorista Barbara Balzerani, che ha acceso il dibattito poiché la filosofa si definiva vicina almeno nelle idee, non nei metodi, a quella, ora torna protagonista della cronaca.

«Tutto ruota intorno alla formula ‘sostituzione etnica’ che il ministro ha pronunciato al congresso Cisal il 18 aprile 2023 suscitando molto scalpore – dice Di Cesare -. La sera dello stesso giorno, nella puntata del programma DiMartedì che va in onda su La7, quando mi è stato chiesto di commentare, ho detto che ‘il nazismo è stato un progetto di rimodellamento etnico del popolo e il mito complottistico della sostituzione etnica è nelle pagine del Mein Kampf di Hitler’. Ho aggiunto: ‘credo che le parole del ministro non possano essere prese per uno scivolone, perché ha parlato da Gauleiter, da governatore neohitleriano’. Questa mia opinione si è basata sui miei studi di anni su questo argomento».

L’udienza si terrà a Roma il 15 maggio. La filosofa punta il dito contro Lollobrigida, ma più in generale contro tutto il governo, e contro l’abitudine di querelare, che sarebbe volta a zittire le voci discordanti e tutte le critiche.


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