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La maggioranza si spacca sul ballottaggio

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Ultimo aggiornamento 4 Aprile, 2024, 09:25:00 di Maurizio Barra

ROMA. Sul premierato ci si aspettava una lite tra maggioranza e opposizione, ma è arrivata prima del previsto una spaccatura del destra-centro. Il tema è la legge elettorale, perché, prosaicamente, è quella la vera chiave del potere. Secondo la ministra Maria Elisabetta Casellati, sarebbe «prematuro parlare di legge elettorale fino a che non sarà terminata la prima lettura». Eppure è sulla legge elettorale che già ci si accapiglia dentro la maggioranza.

In estrema sintesi: Lega e Forza Italia temono il sistema del ballottaggio per scegliere il premier, non Fratelli d’Italia. Ed è perfino ovvia la ragione. I due partner minori della coalizione sanno che sarà il partito maggiore a portare, immancabilmente, il suo campione al ballottaggio. Lega e Forza Italia rischiano di vedere sempre e soltanto Giorgia Meloni nella corsa al vertice per anni.

Apre la discussione il leghista Massimiliano Romeo, capogruppo della Lega al Senato: «Il ballottaggio? Insomma… io ero per togliere il ballottaggio dai Comuni se nessuno raggiungeva il 40%», dice a Un Giorno da Pecora. E anche a livello nazionale «è un sistema non mi piace». Un affondo mica male dopo che da giorni i Fratelli insistono per il ballottaggio, sistema che peraltro nel centro-sinistra piace al Pd e per motivi non così dissimili. Anche se Elly Schlein ci tiene a ribadire: «Anche se ci sarà il ballottaggio, non si ammorbidisce la posizione del Pd. La riforma è sbagliata al di là della legge elettorale».

A Romeo si associa Alessandro Cattaneo, Forza Italia. Stessa trasmissione, stessa domanda, risposta molto simile: «Sul ballottaggio ho un dubbio. Gli italiani ci vanno con numeri molto bassi, ampiamente sotto al 50%. Io non sono d’accordo, francamente».

Le posizioni sono queste, dunque. I due partiti minori del destra-centro vorrebbero stanare il partito maggiore sul fulcro della questione. Tutti d’accordo sul premierato che affida più poteri al premier, gli assicura un Parlamento docile (da ieri è esteso anche al Senato il premio di maggioranza) e taglia tacitamente i poteri del Quirinale. Ma come si sceglie il premier o la premier? Ed ecco la rude risposta di Alberto Balboni, presidente della commissione Affari costituzionali, FdI: «Il ballottaggio è l’unico modo per rendere coerente questa riforma». E il discorso sembra chiuso. Poi, a Dario Parrini, Pd, che lo stuzzicava, facendo notare come ci fossero posizioni tanto distanti nella maggioranza («Prendetevi 10 giorni, decidete e diteci»), Balboni ha aggiunto: «Innanzitutto le dichiarazioni del presidente Romeo sono state fatte a Un giorno da Pecora… Inoltre le faccio presente che Romeo ha detto testualmente “io sono per togliere il ballottaggio dai comuni” e questo non è stato fatto. Quindi le parole di Romeo non sono così vincolanti, visto che non si è fatto. Non ha detto che non si farà il ballottaggio, ma che non gli piace». Non è chiaro quanto Romeo abbia apprezzato. —

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