Ultimo aggiornamento 5 Aprile, 2024, 05:48:34 di Maurizio Barra
La brillante prestazione contro la Lazio incorona il centravanti serbo nel ruolo di leader dell’attacco di una Juventus bisognosa di vittorie
Sappiamo poi come è andata all’Olimpico, purtroppo. Ecco, sotto questo stato di osservazione, il numero 9 juventino ha necessità di imparare totalmente ad imporre un freno agli sfoghi nervosi, rimanendo in partita con il massimo della lucidità; in fondo al centravanti della Vecchia Signora si chiedono tante peculiarità tecniche, tattiche, ma anche caratteriali, che devono poi essere messe a frutto con profitto. Vietato lasciare i compagni in inferiorità quando si produce il massimo sforzo disperato per sbloccare un risultato poco gradito: bisogna saper tenere botta, limitando le emozioni vive, quelle in grado di generare irritazione, tensione e rabbia. E correlati provvedimenti disciplinari da parte del direttore di gara, perché quando si parla di migliorare nei più piccoli dettagli il proprio rendimento, vale anche questa sonora voce. Per diventare sempre più un punto di riferimento del gruppo e conquistarsi la leadership, queste sono caratteristiche da acquisire, e anche molto in fretta. Sul campo Vlahovic sta disputando la sua migliore annata alla corte di Madama, 16 reti stagionali, una vena realizzativa finalmente rigogliosa, fortificata da una spavalderia in area propria di chi vuole arrivare in rete a tutti costi, sfruttando le armi del proprio arsenale, senza intestardirsi con iniziative velleitarie, poco produttive. Il gol alla Lazio ha affrescato tutto il suo repertorio: attacco dello spazio, finte e controfinte, doppio passo, marcatore diretto tenuto lontano e saetta imprendibile sul secondo palo.
Un Dusan da applausi, un Vlahovic cresciuto che vuole dare alla squadra tutto il possibile nei restanti due mesi di questa annata, Madama ha bisogno di lui là davanti, l’attaccante di Belgrado è un giocatore troppo importante per questa Juventus che necessita di trovare continuità immediata per provare a risalire la china di un campionato, fattosi complicatissimo e assai pericoloso. Un Vlahovic così, più che mai protagonista delle sorti della Vecchia Signora, oltre a continuare la sua crescita psicologica e tecnicamente devastante sul terreno di gioco, deve saper prendere per mano il gruppo e condurlo alla vittoria, sin dal difficilissimo match di domenica contro la sua ex squadra. Allo Stadium arriva la Fiorentina e l’impegno sarà certamente gravoso. La Juve non può più permettersi mezzi passi falsi in campionato, domenica è d’obbligo bissare la prestazione del secondo tempo di coppa, portando a casa un’altra vittoria, per scacciare i vapori mefitici annidatisi in seno al gruppo, negli ultimi due mesi. La forma brillante dell’attaccante principe con la casacca numero 9 può e deve essere un punto di riferimento per far svoltare il gruppo e la classifica. Da Vlahovic tutti i tifosi si attendono molto: insomma, che la vena scintillante delle realizzazioni sia con te, ragazzo. Non c’è più tempo da perdere per raddrizzare la situazione: Dusan può rappresentare la soluzione naturale a mille problemi.
