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Il cinema si mobilita a Roma: “No al taglio dei fondi, il governo ci ascolti”. Il Sottosegretario Borgonzoni: “I meccanismi di sostegno al settore procedono senza alcun decremento rispetto al passato”

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Ultimo aggiornamento 6 Aprile, 2024, 06:27:40 di Maurizio Barra

Ci sono facce sorridenti, facce arrabbiate, facce preoccupate, sotto il sole estivo che illumina piazza Cavour, a Roma, intorno alle 13. Ci sono le maestranze, i produttori, i distributori, gli esportatori, i musicisti, gli uffici stampa, gli attori e i registi, in testa Marco Bellocchio e Paolo Sorrentino, e poi Fabrizio Gifuni, Valeria Golino, Paolo Virzì, Vittoria Puccini, e tantissimi altri. Ci sono tutti, circa 1500,perché il momento è delicato e mobilitarsi è importante: «Da questa iniziativa – dice Francesca Comencini – emerge l’unità di tutte le voci che compongono questo comparto. Chiediamo apertura e dialogo nei confronti di quella che è un’eccellenza del made in Italy».

Il tam tam che annunciava la manifestazione, titolo “Vogliamo che ci sia ancora un domani”, ha dato i suoi frutti, e così, alla chiamata, hanno risposto in molti, come mai prima, tutti con l’obiettivo di chiedere al Ministro Sangiuliano, al Sottosegretario Lucia Borgonzoni e al Direttore Generale Nicola Borrelli di «considerare urgentemente le proposte del settore e promuovere un incontro a breve per attuare le necessarie riforme in tempi rapidi».

Il dossier distribuito durante la mattinata, firmato dalle principali organizzazioni del settore , denuncia «il brusco arresto delle produzioni, nel primo trimestre del 2024, dovuto all’incertezza e al protrarsi del ritardo nell’attuazioni delle misure di sostegno pubblico al settore». Il timore è che si passi «da una situazione di piena occupazione e forte crescita in tutti i segmenti della filiera», a «una condizione di vera emergenza» in cui «a fronte delle contrazioni del mercato e del blocco dei fondi pubblici, molte produzioni italiane si sono bloccate, oppure sono state cancellate o ancora rinviate».

L’intenzione, sottolinea Andrea Occhipintio di Lucky Red, è di porre rivendicazioni «con pacatezza ma fermezza chiedendo velocità alla pubblica amministrazione». Le repliche arrivano immediate: «Trovo davvero sorprendente e dannoso – ribatte il Sottosegretario alla Cultura Lucia Borgonzoni – visto il dialogo che stiamo da tempo portando avanti, l’affermazione fatta da alcune associazioni che operano nel mondo del cinema quando lamentano, nel dettaglio, che l’industria si starebbe fermando. Questi stessi operatori sanno bene, avendo inoltrato circa 1.100 domande di finanziamento, che i meccanismi di sostegno al settore procedono senza alcun decremento rispetto al passato, se non per quelle dinamiche determinate dal mercato. È importante ricordare che, fino al 21 gennaio, erano aperte le finestre di presentazione delle domande di credito d’imposta secondo le vecchie regole».

Borgonzoni spiega che gli interventi cui sta lavorando il governo sono volti «non a tagliare i fondi, ma a razionalizzare il comparto per evitare il ripetersi di abusi e distorsioni come avvenuto nel passato». Il settore dell’audiovisivo e del cinema, aggiunge ancora il Sottosegretario, «è per il Ministero della Cultura fondamentale e centrale. Ciò considerato, abbiamo stanziato, anche quest’anno, 700 milioni di euro per finanziarlo. Si tratta di tutt’altre cifre rispetto ai 250 milioni che il comparto percepiva, per esempio, nel 2016».

La preoccupazione espressa dal Sottosegretario riguarda «la strumentalizzazione che una parte della politica vuole fare, lanciando allarmi, anche a livello internazionale. Voglio ricordare che, nel mio ultimo viaggio a Los Angeles, a febbraio, ho provveduto a rassicurare tutte le major e gli investitori che, da parte del governo italiano, non c’è nessuna volontà di effettuare tagli nel sostegno al comparto». Da domani mattina, promette Borgonzoni, «io e il Ministro Sangiuliano saremo al lavoro, insieme al direttore generale Cinema del Mic Nicola Borrelli, per arrivare a firmare i decreti già la prossima settimana».

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