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L'ex Fiat non riparte più, ma Stellantis festeggia

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Ultimo aggiornamento 6 Aprile, 2024, 12:54:40 di Maurizio Barra

Quella che era la Fiat non riparte più. A Mirafiori è stata annunciata altra cassa integrazione fino al 18 maggio. Un incubo che sembra non finire più, mentre paradossalmente Stellantis si prepara a inaugurare il nuovo impianto di produzione delle trasmissioni per le vetture elettrificate, alla presenza del ceo Carlos Tavares, e mentre celebra il suo bilancio di sostenibilità, la riduzione delle emissioni e il successo dell’hub del riciclo. Intanto, però, per 1.238 continua l’incubo.

La comunicazione ai lavoratori delle Carrozzerie è arrivata ieri: “necessità di adeguare i flussi produttivi del modello Fiat 500 BEV alla domanda di mercato”. Traduzione: la 500 continua a non vendere. Dunque, inutile produrla ancora. Si fermano quindi 1.214 operai e 24 operai dal 6 al 18 maggio. Per ora, almeno.

Sì perché a questo punto a Mirafiori non si è più sicuri di niente: la cassa integrazione attualmente in atto, a rotazione, sarebbe dovuta terminare il 20 aprile. Invece così, dopo appena una decina di giorni e con due festività e un paio di ponti di mezzo, si fermeranno di nuovo i lavoratori. 

Invece per gli addetti a Lastratura e Verniciatura di Maserati – dove mille persone sono in regime di contratto di solidarietà – arriva una riduzione dell’attività. In che modo, gli operai lo sapranno praticamente all’ultimo, di volta in volta, in quanto il ritmo dovrà adattarsi “alle esigenze specifiche di produzione, fornendo aggiornamenti tempestivi e dettagliati su eventuali modifiche operative tramite comunicazione lavorativa individuali da parte del vostro supervisor” come recita il comunicato sindacale. 

Mercoledì 10 intanto a Mirafiori è atteso Carlos Tavares per l’inaugurazione del nuovo plant dedicato alle innovative trasmissioni per le auto elettriche, un primo tassello del piano Mirafiori Automotive Park 2030 da 240 milioni di euro. Ma il nuovo impianto darà lavoro al massimo a 500 persone, in gran parte già ricollocate dalle Meccaniche e dalle altre linee che si fermano.

Il ceo però celebra gli obiettivi green: “La mobilità è sicuramente l’elemento cruciale del nostro approccio sostenibile, ma vogliamo generare cambiamenti positivi anche nelle nostre strutture e nelle comunità in cui operiamo, sia riducendo l’impatto sull’ambiente e creando contesti lavorativi più inclusivi, sia sostenendo le comunità che ci ospitano” ha detto presentando il bilancio di sostenibilità. Dal quale si evince che il Gruppo ha ridotto del 12,6% le emissioni di CO2 – anche fermando le fabbriche? – e anche che l’hub Sustainera dell’economia circolare, che si occupa della rigenerazione di motori, cambi e batterie dei veicoli elettrici, del ricondizionamento e della demolizione di veicoli, è in pratica l’unica cosa che funziona a Mirafiori: nel 2023 sono stati riciclati più di due milioni di componenti tra convertitori catalitici, fascioni/paraurti in plastica, cerchi in lega e batterie ad alta tensione.

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