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Ultimo aggiornamento 7 Aprile, 2024, 00:58:23 di Maurizio Barra
A volte da una sola scintilla scoppia un incendio. (Lucrezio, De rerum natura)
La scintilla è simbolo di energia, di forza, giovinezza; è puro istinto che ti spinge a viaggiare lontano, a creare, a vincere. Come una favilla, ma un poco più accesa, soprattutto più viva. Letteralmente, la scintilla è una piccola parte incandescente che si leva da qualcosa che brucia; fuoco capace di generare altro fuoco. Ciò che brilla, un biancheggiare che irradia un ferro incandescente, non rosso di fuoco, ma bianco di luce in supremo grado, senza colore e allo stesso tempo di tutti i colori insieme. Puro.
«Poca favilla gran fiamma seconda». Una piccola scintilla può provocare un grande incendio. Dante lo ricordava all’inizio del Paradiso, augurandosi che quel suo sforzo lirico accendesse in altri poeti la fiamma dell’ispirazione. Chissà se la vittoria della Juventus nella semifinale di andata di Coppa Italia contro la Lazio incendierà trionfalmente le prossime partite dei bianconeri.
In effetti uno stato di sonnolenza, di torpore, d’inerzia spirituale e fisica nonché di oblio aveva colpito i nostri eroi, degni dello stesso rimprovero che Ubaldo rivolge a Rinaldo nella Gerusalemme Liberata: «Qual sonno o qual letargo ha sì sopita la tua virtute?». Conosco perfettamente la risposta per quanto riguarda il “momento no” dell’eroe tassiano. La paternale che Ubaldo rivolge a Rinaldo riprende quello di Mercurio ad Enea nell’Eneide e fa leva soprattutto sul fatto che il crociato si è sottratto ai suoi doveri militari, abbandonandosi colpevolmente alla passione, proprio come l’eroe troiano si era trattenuto a Cartagine, diventando l’amante di Didone e rinunciando a partire per il Lazio. La differenza è che Rinaldo non avrà alcuna esitazione a seguire Carlo e Ubaldo nel lasciare l’isola, mentre il discorso che Armida gli rivolgerà nel tentativo di trattenerlo riprenderà molto da vicino quello di Didone ad Enea, anche se la risposta di Rinaldo sarà alquanto più signorile. Le cause del letargo bianconero – si spera terminato ormai a primavera iniziata – ahimè restano per me ignote.
Scintilla, anche più d’una, c’è stata eccome nella partita che valeva mezza finale della coppa nazionale. Quei due lì davanti, quell’uno-due pugilistico di Chiesa e Vlahovic; il talento mai troppo sfruttato del turco Yildiz che ha seminato il panico tra i difensori biancocelesti, quando a campo aperto con uno strappo improvviso ha cominciato a puntare tutti cercando poi l’imbucata per il serbo; Mckennie, il factotum e miglior assistman della Juventus; Cambiaso, coraggioso, imprevedibile e geniale, doti da leader che alla Juve servono come il pane. Guai a venderlo! La ricostruzione passa da gente come il giovane genovese, che inventa una giocata da universale della vecchia Olanda, con cui confeziona il pacchetto regalo del gol di Chiesa: governa con audacia un pallone che sarebbe potuto essere spazzato e trova la sciabolata che fende a metà la retroguardia della Lazio. Scintille, stelle non cadenti, ma che posseggono tutta la forza per accendere altri fuochi.
La scintilla c’è stata, come un inizio del risveglio, di un ritorno alla vita e ai sentimenti che bruciano e splendono, e anche noi tifosi all’improvviso ci ritroviamo, candidamente, a risplendere e a guardare già la partita contro la Fiorentina con altri occhi. Questo due a zero è stato un accendersi, come quando si cerca, nella notte, ancora tra i tentacoli di un incubo, il rassicurante clic dell’abat-jour accanto al letto.
Parola piccina è scintilla nei suoi sinonimi trecenteschi declinati al diminutivo, favilletta, favillina, favilluzza, ma che sa muoverci verso cose grandi. Ci spinge a fare faville, ci allontana dal buio e dalla confusione. La vittoria, quella scintilla notturna all’Allianz, è una luce che si propaga e allora tutto ciò cui non si aveva forse più il coraggio di andare incontro ci viene a prendere. Una scintilla venuta da lontano, da un passato glorioso per incendiare un presente che presto si farà futuro. Tutto da una timida scintilla scappata via dalla brace della leggenda bianconera, ma si sa che una scintilla è uno scrigno magico che contiene un istante di eternità. Grazie quindi a quel fuoco della storia trionfale della Juventus sempre acceso, comunque vada, qualunque cosa accada. Grazie perché ha fatto anche di noi scintille, noi che fino a poco prima rischiavamo di diventare spenti tozzi di legno; e l’incendio delle vittorie future bianconere è lì per essere appiccato.
Sono nato a Torino, il 19 Febbraio 1968. Ho alle spalle un'educazione direi Umanistica di base, avendo frequentato il Liceo Classico Valsalice e Lingue e Lettere Moderne all'Università. Grande passione per tutto ciò che è una tastiera, dal pianoforte o simili, ai PC, di cui peraltro amo anche il touch. Inoltre, un'altra mia grande passione, è lo sport e mi ha molto coinvolto, siccome ho lavorato molto su di me negli anni, passando attraverso varie fasi, nelle quali sono ingrassato moltissimo e poi sono diventato assai magro, dunque, siccome più volte ho dovuto intervenire su di me, ho voluto approfondire questo discorso ed ho conseguito il Master CFT come Personal Fitness Trainer presso Issa Italia. La voglia e l'interesse ad approfondire tante tematiche e la curiosità olistica, alle volte giocano brutti scherzi, perchè si rischia di iniziare tutto e concretamente di non riuscire a concludere nulla. Bisogna in teoria scegliere cosa fare da grande, il fatto è che io sono già ben cresciuto ed ora mi sento assai coinvolto dall'ambito tecnologico e dunque spero, soprattutto, di essere un intermediario tra i vedenti, diciamo, o comunque tra tutti e proprio chi è non vedente come me, sia per mostrare quante cose si possono fare in autonomia, sia per avvicinare (e qui mi appello a sviluppatori, amanti di softwares etc...) la facilità e l'accesso all'uso completo della tecnologia anche da parte degli stessi non vedenti, che comunque si devono spesso scontrare con grafici, pagine poco accessibili e continui escamotage, per fare cose che, con il famoso click, in teoria si risolvono subito e questo poi non è sempre vero; in sostanza lo scopo o l'idea sono quelli di avvicinare i vedenti, sviluppatori di apps e siti, a renderle più accessibili, metendo dunque a disposizione la mia conoscenza delle Tecnologie Assistive (Assistive Tecnologies) di cui mi ritengo un buon conoscitore. Non parliamo poi delle Apps Mobili ed anche di quel mondo, davvero meraviglioso ed il cui approccio per me è stato direi facile, ma mi rendo conto che non è così per tutti. Quindi, spero, nel tempo, di mettere a disposizione la mia modestissima ed umile e piccola esperienza, mantenendo vivo ogni nuovo possibile fronte di apprendimento e confronto e conoscenza, tutti utili e sempre necessari, non si smette mai di imparare e neanche di confrontarsi. Dunque, spero di avervi con me, sempre più numerosi, lungo questo nuovo cammino! Inoltre, siccome la tecnologia non è soltanto procedure, tutorials su come usare un sistema operativo o su come riparare PC, ma offre anche molti strumenti di consultazione, visione, ascolto, cercherò di condividere con voi le mie impressioni e quindi files, contenuti multimediali o altro, non avranno soltanto attinenza tecnologica, ma qualcosa a che fare con la rete l'avranno. Anzi, sono benvenuticommenti, suggerimenti e proposte. Con il trascorrere del tempo, il sito ha preso la direzione informativa. Pur essendo da solo a gestire tutta questa mole di notizie, prometto di dare sempre il massimo per fornire tutte le notizie il più possibile aggiornate in tempo reale, relative a tantissime categorie: Mondo, Cronaca, Economia, Politica, Tecnologia, Scienza, Medicina, Spettacoli, Cinema, Musica, Cultura, Calcio e sport, Regione Piemonte, tutto, ma proprio tutto, sulla Juventus e molto, molto altro. Grazie a tutti!
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