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Fenerbahce gioca con l'U19, il club 'atto ribellione'

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Ultimo aggiornamento 8 Aprile, 2024, 20:49:43 di Maurizio Barra

Una finale di Supercoppa turca molto
particolare, che ha ricordato quanto avvenne in Italia nella
stagione 1960-’61 quando per protesta contro la federazione per
una decisione della Caf, l’Inter decise di schierare la squadra
Primavera contro la Juventus, che si impose 9-1 con 6 reti di
Omar Sivori, nel giorno dell’esordio in nerazzurro di Sandro
Mazzola e dell’ultima partita della carriera di Giampiero
Boniperti.

   
A Istanbul non è andata esattamente così, perché la
finale-derby fra Galatasaray e Fenerbahce è durata un paio di
minuti. Poi il ‘Fener’, che aveva mandato in campo la sua
formazione Under 19, ha ritirato i suoi giocatori dal campo,
sull’1-0 per il ‘Gala’ che al primo minuto di gioco era già
andato a rete, con Mauro Icardi. Tutto ciò è stato il frutto di
una protesta, peraltro annunciata, da parte dei gialloblù nei
confronti della federazione e di un sistema calcio da cui si
sentono danneggiati, viste anche le blande sanzioni per
l’invasione di campo e l’aggressione dello scorso 17 marzo,
quando i tifosi del Trabzonspor avevano dato inizio a una caccia
all’uomo, ovvero ai giocatori del Fenerbahce.

   
Così il club di Istanbul aveva chiesto il rinvio della finale
di Supercoppa contro il Galatasaray, per permettere a Dzeko e
compagni (unica formazione turca rimasta in Europa) di
prepararsi al meglio alla sfida dei quarti di Conference League
contro l’Olympiacos, e a che a dirigerla fosse un arbitro
straniero. Ma le richieste erano state respinte dalla
federazione e quindi è scattata la protesta.

   
Ora il Fenerbahce ha rincarato la dose con una nota al veleno
diretta alle autorità calcistiche del paese. “Il club ha fatto
questo – si legge nel comunicato diffuso per spiegare il
boicottaggio – per i principi e i valori in cui crede e perché è
arrivato al punto di ribellarsi alle ingiustizie subite,
all’uso di due pesi e due misure, a chi ci deruba del nostro
lavoro. Questo è solo il primo passo concreto. Continueremo a
resistere oggi e in futuro come abbiamo fatto ieri. Il calcio
turco ha bisogno di essere resettato adesso, va ricostruito. In
Turchia abbiamo il personale qualificato per farlo. Spero che la
nostra ribellione e le nostre azioni inneschino il processo di
pulizia che deve essere intrapreso”.

   

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