Aggiornamenti, Cronaca, ECONOMIA, Notizie, Politica, tutte le regioni italiane: ultimissime notizie in tempo reale sempre aggiornate, Ultim'ora, VIDEO NOTIZIE

Fine Ramadan, la comunità islamica si prepara all'Aquila

Tempo di lettura: 2 minuti

Ultimo aggiornamento 8 Aprile, 2024, 22:16:43 di Maurizio Barra

A conclusione del Ramadan, il
nono mese sacro per i musulmani, anche L’Aquila si prepara a
festeggiare la fine del periodo di digiuno e devozione con la
celebrazione dell’Eid al-Fitr, mercoledì 10 aprile.

   
Una festa significativa per le famiglie musulmane nella
provincia, la seconda in Abruzzo per numero di persone di fede
islamica presenti (9.732). Nella regione – secondo un’indagine
condotta dal Cesnur, il Centro Studi Nuove Religioni – la
provincia con il numero più alto è Teramo con 10.103 musulmani,
seguita da Chieti con 7.111 e Pescara con 6.458, per un totale
di 33.404 musulmani. La giornata, per i musulmani che vivono nel
capoluogo, inizia all’alba con la preghiera nei luoghi di culto
nella frazione di Bazzano e nel quartiere di Pile. La preghiera
è seguita da visite ai familiari e un grande pranzo in famiglia.

   
“Mentre la comunità musulmana si prepara a festeggiare –
spiega Abdula ‘Duli’ Salihi, presidente dell’associazione
culturale Rilindja – siamo felici di cogliere segnali di
rispetto e integrazione all’interno della città. Gli
imprenditori di molte aziende aquilane hanno dimostrato umanità
e nobiltà d’animo concedendo ai propri dipendenti di fede
islamica il giorno libero per celebrare l’Eid al-Fitr insieme
alle proprie famiglie. Questo semplice atto, a costo zero, ha
profondamente rafforzato il legame tra i lavoratori e le
aziende, contribuendo all’integrazione reciproca”.

   
Nell’ottica di favorire questa integrazione, tutti i membri
del tavolo interreligioso della Prefettura dell’Aquila hanno
incoraggiato le aziende del territorio a mantenere questo
impegno di solidarietà e comprensione, ringraziando quelle che
già si sono impegnate in tal senso. L’invito è stato esteso alle
associazioni di categoria per “garantire che nessun lavoratore
si senta escluso o penalizzato per la sua fede religiosa”. Non
tutte le aziende, infatti, sono informate della situazione dai
propri dipendenti.

   
“L’Aquila – conclude Salihi – si conferma così un esempio di
convivenza pacifica e integrazione, dove le diversità religiose
sono motivo di arricchimento e non di divisione”.

   

Riproduzione riservata © Copyright ANSA

source

La Tua opinione è importante! Vota questo articolo, grazie!
No votes yet.
Please wait...

Vuoi scrivere, commentare ed interagire? Sei nel posto giusto!

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.