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Italiano a DAZN: "Noi troppo timidi, la Juve ci ha messo in difficoltà"

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Ultimo aggiornamento 8 Aprile, 2024, 08:19:58 di Maurizio Barra

Vincenzo Italiano, allenatore della Fiorentina, ha parlato al termine del match perso contro la Juventus all’Allianz Stadium.

L’allenatore della Fiorentina, Vincenzo Italiano, ha parlato ai microfoni di DAZN, dopo la sconfitta contro la Juventus allo Stadium. Queste sono le sue parole:

Sulla partita? Troppo rispetto per la Juventus e troppo timidi nel primo tempo, abbiamo provato a rimediare con Maxime Lopez e poi con Beltran e cercare di alzare il baricentro. Abbiamo creato tanti presupposti per pareggiare, ma paghiamo il primo tempo dove siamo stati poco propositivi: subendo gol qui poi si fa fatica. È l’ennesimo 1-0 in tre anni, usciamo con l’amaro in bocca, perché potevamo fare male alla Juventus. Mi porto questo secondo tempo di grande personalità e qualità. Szczesny ha fatto un miracolo su Gonzalez, ripartiamo da questo secondo tempo”.

Cosa mi aspettavo dalla Juve? La Juventus, quando ha voglia di mettere in difficoltà gli avversari lo fa, hanno fisicità, sono forti sulle gambe e ti limitano. Noi avevamo poca velocità, gli permettevamo di arrivare in tutti i corpo a corpo. Nel secondo è mancata la stoccata vincente, la stoccata per pareggiarla e la qualità negli ultimi venti metri. Siamo arrivati vicini al pareggio“.

Aumentare la qualità dei calciatori? Dobbiamo forse aggiungere qualche altro modo di attaccare, qualche altro movimento e mettere dentro quelle giocate che hanno Gonzalez, Sottil, Belotti. Se non arriva nulla di tutto ciò perdi le partite”.

Variare tanto può mettere in difficoltà la squadra? In queste 148 partite sono state poche le volte in cui ho potuto mettere in campo la stessa formazione, Barak oggi a livello strategico contro una squadra strutturata poteva darci qualcosa in più per poi inserire Beltran per trovare gli spazi giusti. In una struttura di dieci di movimento quando ne cambi due nessuno riesce a non permettere alla squadra di perdere identità. Se non è arrivato il risultato non è perché non c’era qualcuno in campo. Spesso manchiamo in qualche dettaglio, una chiusura dietro o una giocata negli ultimi metri”.

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