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Juric, la stagione in 90’: con la Juve ultima chance per non fallire

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Ultimo aggiornamento 8 Aprile, 2024, 23:53:38 di Maurizio Barra

TORINO – Per due volte, da un angolo dello stadio, un bianconero suonò il citofono e per due volte il portiere dell’hotel aprì subito la porta. Uscita a farfalle di Vanja, 1 a 0 di Gatti. Altro salto a vuoto e 2 a 0 di Milik. E per poco, sempre con la medesima dinamica, non maturò anche il 3. Era il 7 ottobre e Juric si presentò ai giornalisti con gli occhi gonfi, dando la sensazione di essere sul punto di scoppiare in lacrime. Ma così scosso, avvilito. «Mi dispiace da morire per i ragazzi che ce l’hanno messa tutta e per i tifosi che ci credevano e a cui volevo regalare un momento di grande felicità. Ero convinto di riuscirci, invece…». Invece arrivò la quarta sconfitta nel derby in cinque sfide con Ivan al comando, con nove gol incassati e solo tre segnati. Unico pareggio: il 18 febbraio del ‘22. Due anni fa, abbondanti. E di quelle cinque partite almeno tre lasciarono ai tifosi l’amarissima sensazione di non averle nemmeno giocate al massimo delle possibilità. Come se la squadra avesse avuto il freno a mano tirato più per una reiterata ansia da prestazione e per timori da ginocchia ballerine che per l’oggettiva superiorità dell’avversario quanto a rosa, a cifra tecnica generale e ad alternative in panca. Proprio il Toro di Juric, toh: proprio con Juric, che avrebbe dovuto indossare l’armatura di una Giovanna d’Arco per tre anni e non solo nella prima stagione in granata. Invece anche con Ivan, ex Terribile, i derby sono finiti praticamente come tutti gli altri, nel (quasi) ventennio di Cairo: un successo appena, per sbaglio e per manifesto scarso interesse juventino (2015, scudetto già in saccoccia).