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La Juve non è guarita ma almeno è tornata a vincere anche in campionato 

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Ultimo aggiornamento 8 Aprile, 2024, 06:24:54 di Maurizio Barra

La Juve ha dato seguito al successo con la Lazio in coppa Italia battendo anche la Fiorentina in campionato non senza rischi

L’aspirina ingoiata assieme al successo di coppa contro la Lazio, dopo 37 giorni avari di successi, è risultata efficace anche con la Fiorentina, quasi come da prescrizione medica: la prima vittoria serve a poco per guarire completamente, la seconda aiuta a rialzarsi dopo la lunga convalescenza e la terza, magari nel derby, certificherebbe la guarigione con l’improvvisa accelerata verso la matematica zona champions. Il rischio ricaduta non è comunque scongiurato del tutto, visto che anche nelle ultime due partite si è sempre buttato al vento un tempo di gioco: il primo con la Lazio e il secondo ieri sera dove si è rischiato di subire il pareggio in due eclatanti occasioni dove Szczesny e Nzola si sono superati nel negare il gol alla Fiorentina. Nei 90 minuti, come spesso è già accaduto quest’anno, la Juve ha mostrato due facce: molto bella nel primo tempo, e non esageriamo, dove sarebbe bastato segnare un secondo gol – regolare – per ammazzare la partita, e poi completamente in balia dell’avversaria nella frazione di gioco in cui Italiano è riuscito a “svegliare” i suoi con la giusta dose di qualità in mezzo al campo, dove Rabiot – più che il generoso Locatelli – non è mai riuscito a tener testa anche solo al “piccolo” ma veloce folletto Lopez.Da un primo tempo, insomma, giocato con lucidità e carattere in cui la Juventus avrebbe potuto chiudere i conti in maniera molto netta e dove la Fiorentina non è mai stata in partita, ad una ripresa dove la Viola ha aggiunto l’orgoglio col quale ha reagito non senza un calo – innaturale – della Juventus, che allo Stadium nelle ultime cinque partite aveva già mostrato segni di poca tenuta, con gli appena 5 punti conquistati. 

Conclusione – In questo finale di campionato non bisognerà andare per il sottile, badando solo al sodo. La mezza qualificazione alla finale di coppa Italia e i tre punti aggiunti in un colpo solo in classifica sono “grasso” che cola. Lo sanno i giocatori, lo sa la società e lo devono capire i tifosi. Allegri sa benissimo quello che la squadra non fa o non riesce a fare. La cosa che sa che serve in questo momento è difendere Chiesa e Vlahovic ancora a digiuno contro il loro passato, proteggere la sterilità del centrocampo e incoraggiare chi entra o chi esce per non far saltare gli equilibri di spogliatoio. Chi potrà non difenderlo se arriveranno qualificazione Champions e finale di coppa Italia? Questo, a dire il vero, se l’è cominciato a chiedere anche lui, sentendo puzza di bruciato attorno. Ma un “bruciato” eventualmente molto costoso per le casse societarie rimpinguate dalla terza ricapitalizzazione in pochi anni. 

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