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La poesia improvvisata sarda rivive in 3.600 musicassette

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Ultimo aggiornamento 8 Aprile, 2024, 23:22:40 di Maurizio Barra

L’Accademia di Musica Sarda scopre
e recupera oltre 3.600 musicassette di poesia improvvisata
sarda. Un immenso patrimonio di etnomusicologia, testimonianza
della cultura sarda, salvato dall’oblio e riconsegnato alla
storia. Il materiale, proveniente da un archivio privato, è
composto da registrazioni amatoriali, semi professionali di
canzoni sarde, versadas a tema, mutetus, arrepentinas e
principalmente gare poetiche dove gli improvvisatori si
confrontano su un argomento libero o scelto dal comitato
organizzatore o dal pubblico.

   
Il fondo è stato acquisito da Sa Domu Sarda e ribattezzato
Fondo Pino Lai da Simone Grussu, presidente dell’Accademia di
Musica Sarda e scopritore di questo materiale, recuperato dagli
eredi dello stesso Lai. “Da grande appassionato di poesia
estemporanea tradizionale sarda Lai ha registrato e conservato
nel corso degli anni questo tesoro dall’immenso valore
culturale, musicale, storico e antropologico”, spiega Grussu. Le
registrazioni spaziano dagli anni ’50 al 2010 e sono state
registrate in numerosi paesi della Sardegna. La maggior parte
delle musicassette risultano compilate a mano da Pino Lai e sono
ricche di informazioni: vengono indicati data, nome degli
autori, paese di provenienza, tipologia della gara poetica e
talvolta anche i temi trattati. In alcune cassette sono presenti
anche note aggiuntive, quali il rinvio dell’evento a causa di
condizioni meteorologiche avverse o l’uscita di scena di qualche
cantante per indisposizione.

   
L’Accademia di Musica Sarda procederà a inventariare e
classificare il materiale recuperato e a digitalizzare le
registrazioni per salvaguardare il contenuto. Si darà poi vita a
una bibliomediateca fruibile al pubblico per rendere accessibile
oltre a questo fondo anche il restante materiale che l’Accademia
ha recuperato e digitalizzato nel corso degli ultimi anni.

   

   

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