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La rom perde il bambino dopo le botte al marito. E l'ospedale si blinda

Tempo di lettura: 3 minuti

Ultimo aggiornamento 8 Aprile, 2024, 06:23:41 di Maurizio Barra

Pomeriggio di tensione ieri al Maria Vittoria, dopo che un rom è stato aggredito e sua moglie ha perso il bambino che portava in grembo: medici, infermieri e vigilantes temevano che potessero esserci problemi all’interno del pronto soccorso, che in pochi minuti si è riempito di nomadi agitati. Per questo hanno dato l’allarme: nel giro di pochi minuti sono arrivate volanti e camionette di polizia, carabinieri e polizia municipale, che hanno “blindato” l’ospedale per calmare gli animi e capire cosa fosse successo. Ma ci sono volute ore prima che la situazione al Maria Vittoria tornasse alla normalità.

Il grande dispiegamento di forze non è passato inosservato: chiunque sia passato a piedi o in auto da corso Tassoni, nel pomeriggio di ieri, non poteva fare a meno di notare decine di agenti e militari in assetto anti sommossa. Meno semplice, invece, capire cosa fosse successo: secondo quanto ricostruito, c’è stata una lite fra zingari che vivono nelle case Atc di via Cimarosa, in Barriera di Milano. Forse litigavano per uno degli alloggi, in parte occupati abusivamente dai rom: a quanto pare, tre uomini se la sono presa con un altro, aggredito davanti alla moglie incinta. Che, assistendo alle botte, si è agitata e ha capito che qualcosa non andava. Per questo, poco dopo le 14, i parenti l’hanno portata in tutta fretta al Maria Vittoria: i medici dell’ospedale si sono presi subito cura della puerpera ma non sono riusciti a salvare il bambino, anche aveva già dei problemi di ipertensione. Infatti hanno scelto di tenerla in osservazione per 24 ore. Solo ferite lievi, invece, per il marito, colpito al volto e al braccio sinistro.

L’aborto della moglie ha sconvolto l’intera famiglia nomade: a bordo di due furgoni sono arrivate altrettante famiglie, una ventina di persone fra uomini, donne e bambini che hanno fatto scattare l’allarme nel pronto soccorso (che nel frattempo si è riempito di pazienti in attesa di essere curati).
Gli addetti alla sicurezza, temendo conseguenze all’interno del Maria Vittoria, hanno chiamato il 112. Polizia municipale, carabinieri e polizia di Stato sono arrivati in gran numero per “difendere” l’ospedale. Ma non è stato necessario, a differenza di quanto potesse far sembrare l’imponente dispiegamento di forze ai due ingressi del Maria Vittoria. Gli agenti hanno raccolto la denuncia del nomade aggredito e ora stanno indagando per risalire a chi lo abbia picchiato.

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